Assertività, quanto è importante in seduzione

assertività

Una persona che manca di assertività avrà spesso problemi a dire la sua, o esprimere un’emozione o un concetto. Le persone che non hanno questa caratteristica, a lungo andare, potrebbero diventare invece aggressive poiché frustrate dal fatto di non essere presi in considerazione.

Le persone  che invece sono “assertive”, sono in grado di esprimersi e far capire non tanto le loro idee a livello logico e razionale, quanto di far comprendere le loro emozioni.

Chi non ne è capace ha problemi in seduzione, ma anche in coppia oltre che nella vita di tutti i giorni. In seduzione, a mio avviso, è essenziale far provare e mozioni all’altra persona, e per farlo deve essere in grado di comprendere e percepire le tue.

Se questo manca si rischia spesso di finire in zona amicizia, perché si viene visti in modo troppo neutro e privo di passione, di emozioni appunto. Anche in coppia può capitare, la mancanza di comunicazione comporta molti problemi, tanto che molti che desiderano riconquistare l’ex hanno problemi di assertività.

Per stare bene con le persone

L’assertività è essenziale per riuscire a stare bene in mezzo alla gente, esprimere il proprio punto di vista e accettare quello altrui. Avere un comportamento assertivo serve per comunicare, ma questo dipende da alcuni fattori come:

  • lo stile di comunicazione personale,
  • il contesto in cui ci si trova,
  • la situazione specifica,
  • lo stato d’animo proprio e dell’interlocutore/i

In pratica non c’è un unico modello di assertività, si deve invece imparare a modificarlo in funzione dei parametri appena elencati.

Si deve fare attenzione poiché molti sono dell’idea che si è assertivi quando ci si trova a metà tra due stili di comunicazione ben delineati:

  1. aggressivo e
  2. passivo.

Niente di più errato, l’assertività si dimostra superando l’idea di dover essere aggressivo o passivo, è un differente e più avanzato metodo comunicativo. Una persona dimostra assertività nel momento in cui si mette in gioco e prova a migliorare senza imitare i 2 stereotipi appena visti.

Le regole di base

A mio avviso, e secondo molti studiosi della mente e del comportamento umano, l’assertività è una dote che si può sviluppare. Ci sono, di base, delle regole molto semplici da seguire per farlo:

  • Agisci e comportati in base all’ambiente e al contesto in cui ti trovi.
  • Il rispetto è essenziale, prima di tutto verso te stesso e poi verso gli altri.
  • Non essere aggressivo, mantieni la calma.
  • Ma non essere passivo.
  • Esprimi i tuoi sentimenti e il tuo punto di vista, evita gli assoluti (giusto, sbagliato, ho ragione ecc…).

Non si tratta di prepotenza o aggressività, ma di un modo sano di comunicare che si basa su un elemento semplice ed essenziale: il rispetto. Non solo verso gli altri, ma anche e soprattutto verso le proprie idee.

Equilibrio e rispetto

In tantissime consulenze telefoniche mi chiamano persone (uomini e donne di tutte le età), che tra i loro limiti primari c’è uno zerbinismo spinto che è, in fin dei conti, mancanza di assertività.

Cambiano idea e opinione in base agli umori della persona che hanno di fronte, specialmente se gli piace. Così perdono attrattiva e finiscono sempre in zona amicizia.

Credono che si debba accettare le idee degli altri senza combattere per le proprie, e quando invece combattono, lo fanno con troppa aggressività e rabbia. L’assertività è uno stile comunicativo che si basa su due semplici ma fondamentali aspetti:

  1. Sana diplomazia.
  2. Sincerità.

Il punto 1. indica che puoi dire qualcosa senza offendere, anche se all’altro non piace. E in questo è utile aver sviluppato l’empatia e una buona lettura delle espressioni del viso e del linguaggio del corpo.

Così capirai se i tuoi modi sono troppo aggressivi, o se l’altra persona è molto sensibile, e quindi userai parole più “morbide”.

Il punto 2. per quanto banale possa sembrare, viene spesso messo da parte pensando che una sana diplomazia significhi mentire: non è così. Se ti confronti con una persona DEVI essere sincero, ma stando attendo a non offendere.

Persuadere e affermare chi sei tu!

Assertività: capacità di farsi valere con la persuasione, orientando le scelte e ottenendo il consenso altrui. Significa “affermare se stessi”, quindi è la capacità che ognuno di noi ha per farsi rispettare. Spesso accade che, al contrario, non la si “utilizza” e quindi ci si pone da beta.

Essa è anche la capacità di dimostrare le proprie emozioni e sentimenti, di difendere i propri diritti o di esprimere un’idea che potrebbe essere in disaccordo con gli altri. A questo, aggiungerei, che si è assertivi quando si fa tutto ciò e allo stesso tempo, però, si rispetta il pensiero differente altrui.

Una persona assertiva è quindi colui che non ha paura di mostrare le proprie emozioni, di difendere le idee che potrebbero non essere popolari e che, insieme a tutto questo, ascolta e rispetta gli altri.

In psicologia viene usata soprattutto per quanto riguarda l’autostima. Chi non è assertivo è spesso così perché non ha molta fiducia in sé e ha paura del giudizio altrui.

Alcuni possono non essere assertivi perché ottusi, quindi barricati in idee e preconcetti che li spingono a non ascoltare e difendere le proprie idee con troppa violenza.

Ne è un esempio il razzismo che di frequente riguarda l’incapacità di un individuo di avere una mente aperta. Così giudica ciò che ritiene diverso in modo negativo. Aprire la mente permetterebbe a queste persone non di accettare persone di razze differenti, ma di invece di arrivare a capire che in realtà le razze non esistono e che siamo tutti uguali.

Uno strumento utile per questi soggetti, anche se non sempre funziona, è la cultura. Studiando e facendo anche esperienza di vita possono aiutare a diventare assertivi.

Assertività come caratteristica sociale

Quando si parla di assertività si genera spesso molta confusione e una serie di discussioni che neanche i 3 segreti di Fatima! Come d’altronde per tutte quelle caratteristiche personali e sociali che ci riguardano (es. Empatia, Linguaggio del corpo ecc).

L’assertività è una dote personale che ognuno di noi può migliorare e che ti permette di proporre le tue idee e punti di vista con forza ma senza essere prevaricatore.

Riguarda tutti gli ambiti della vita, dal lavoro alle relazioni e se opportunamente valorizzata offre grandi benefici sociali, su tutti anche seduttivi. Tra i vari strumenti del Maschio Alfa è uno dei più importanti.

In tutto il metodo l’assertività non è mai esplicitata per una ragione ben precisa: focalizzarsi troppo su di essa perdendo il focus su altre caratteristiche altrettanto importanti.

Assertività e alphaness

L’assertività è qualcosa che un Alfa ha sempre, mentre essere assertivi non significa essere

un Alfa. Di conseguenza ho preferito, fin qui, spingere verso un cambiamento radicale dei propri comportamenti.

Ho deciso di farne un articolo perché ho notato che vi è troppa confusione, anche sul concetto di “stronzo” e “bravo ragazzo“. Per cui questo articolo non serve tanto per diventare assertivi, quanto per rendersi conto quanto sia importante e utile esserlo.

E per diventare assertivi ti basterà leggere gli articoli sul maschio alfa in questo sito oppure l’ebook: l’assertività farà parte della tua vita senza accorgertene!

Assertività: non significa essere aggressivo!

Assertivo è colui che sa stare tra la gente, propone il suo punto di vista in modo equilibrato e sicuro di sé senza però imporsi, ma ascoltando i bisogni e desideri altrui.

Ci sono due estremi di questo sano modo di essere:

  1. Aggressivo.
  2. Passivo.

Da subito ti dico che sono errati entrambi. Nella vita capita spesso che serva equilibrio e l’assertività si trova al centro di due estremi spesso poco compresi e molto sfumati.

L’aggressivo tende a imporsi in modo rude, anche maleducato, alzando la voce o usando termini poco gentili. Alcuni lo potrebbero vedere come un bullo incazzato che potrebbe piacere alle ragazze.

Purtroppo a volte piace, più di quanto vorrei. Quindi è giusto essere aggressivi? No, non lo è. Il problema è che il mondo è popolato da molte persone ferite, confuse che non hanno idea di cosa sia “giusto”, ma si lasciano trasportare dai media e dal comune denominatore che l’aggressività sia sintomo di successo.

I grandi leader del passato, condottieri, uomini di stato, politici, intellettuali non erano aggressivi, ma assertivi. Erano fermi sulle loro convinzioni ma sapevano ascoltare gli altri e magari anche cambiare idea.

Tu come vuoi essere? Io preferisco l’assertività, se poi da alcuni non è compresa a me non importa perché quelle persone sono già per me individui che non mi interessa frequentare o averci dei rapporti profondi.

Non significa essere passivo

Il passivo è chi, invece, non combatte mai per le proprie convinzioni ed è disposto a mettere da parte le sue idee o desideri per paura di scontrarsi con gli altri.

Moltissimi sono in questa categoria, perché viviamo in una società in cui esprimersi è rischioso, c’è la possibilità di essere giudicati negativamente e questo per le persone è difficile da sopportare.

Il giudizio altrui diviene tanto importante da spingerci a stare in un angolo accettando cose che non condividiamo, così nelle relazioni umane come in quelle sentimentali. Se nel primo caso i disastri sono per lo più pratici (es. a lavoro accettiamo cose che non riteniamo giuste), nel secondo i danni possono essere maggiori.

Alcune donne cercano uomini passivi perché hanno bisogno di comandare e dettare legge nel rapporto per poi sentirsi annoiate perché non hanno una sfida. Di solito o tradiscono o lasciano.

Se il passivo controbatte tali situazioni lo fa sempre con una modalità sbagliata: quella aggressiva, scatenando un conflitto distruttivo che porta all’implosione della relazione.

E in seduzione, quale modalità è migliore?

Come detto sia la passività che l’aggressività possono, in parecchi casi a dire il vero, dare risultati positivi (almeno all’apparenza). Se si trova una persona opposta si riuscirà a creare una relazione malata.

Donne passive cercheranno uomini aggressivi perché è l’unico modo con cui sono abituate a rapportarsi con glia altri. Hanno ormai un “ruolo” di vittime che necessita di un carnefice (aggressivo).

Al contrario le donne aggressive, che sono in aumento anche se sempre in numero inferiore agli uomini, cercheranno una bella vittima da spolpare e fare a pezzi per poi risputare via.

Quindi che tu sia aggressivo o passivo poco importa, questo porterà sempre e comunque a creare relazioni malate costruite su maschere false e sempre e solo distruttive.

Perché la vera natura che è nell’uomo (o donna, ovvio) si ribellerà sempre portando l’individuo ad attaccare quel “ruolo” malsano che è lontano dalla propria natura.

E qual è quindi la natura umana?

Assertività, ecco la nostra vera natura. Saper ascoltare e sapersi far ascoltare. Non imporre ma mediare tra quello che desideriamo noi e quello che potrebbero desiderare gli altri.

Qui entra in gioco anche l’empatia, entrare in contatto con gli altri in modo sano e profondo ci permetterà di avvicinarci a loro, di convincerli delle nostre idee o di ascoltare le loro senza pregiudizi.

E in seduzione? Se sei assertivo puoi star certo che attirerai le persone, soprattutto le donne che senza rendersene conto ti troveranno interessante, sicuro di te ma non “violento” nei modi.

E’ proprio come il linguaggio del corpo che seduce senza dover fare nulla, è una seduzione passiva meravigliosa e più potente di quanto credi.

La cosa bella è che attirerai tutti e tenderai anche a disattivare in modo naturale i comportamenti aggressivi o anche quelli passivi.

Ad esempio se la tua ragazza è aggressiva la plasmerai in modo positivo senza quasi rendertene conto perché si educa con i fatti, non con le chiacchiere.

E se invece hai un ragazzo passivo, che non prende mai l’iniziativa la tua assertività lo farà piano piano aprire, lasciandogli spazio e facendogli capire che le sue idee e desideri sono importanti quanto i tuoi.

La dote dell’alfa

Assertività: una dote meravigliosa che è parte integrante dell’alphaness. Di conseguenza, per essere un maschio alfa, devi assolutamente aprire la mente e avere la forza per difendere te stesso e le tue idee.

Questo è il punto in cui molti si “confondono” e anziché capire cos’è l’assertività, la trasformano in una sorta di scusa per mostrare il loro lato peggiore. Diventano quindi aggressivi e ottusi, chiudendosi in sé stessi e quindi dando la colpa per ogni cosa agli altri.

Si comprende come essere assertivo non sia facile, perché la responsabilità per ciò che ti accade è sempre tua. Ma se lei si è comportata male e ti ha ferito? Tale persona ha le sue colpe, di certo ha determinati problemi comportamentali, eppure la colpa è tua.

Non delle sue azioni, ma del fatto che ti abbia ferito. Se arrivi a comprenderlo e accettarlo, perché gli altri ti possono fare del male se tu glielo permetti. Un alfa offre una possibilità a tutti, ma la sua forza sta anche nel capire chi ha di fronte e non consegnarsi come una vittima sacrificale.

Questa è la parte passiva che devi evitare, esserlo è troppo comodo poiché se sei passivo sei anche deresponsabilizzato mentre se sei aggressivo ti senti forte. L’assertività è proprio nel mezzo.

E le emozioni?

I primi studi riguardo l’assertività vennero condotti da Andrew Salter nel 1949. Egli studiò le persone “assertive” andando a delinearne le caratteristiche principali. 

Secondo lo studioso una persona assertiva, che lui identificò come una che ha una personalità eccitatoria, è capace di mostrare le proprie emozioni in modo spontaneo ed entusiastico. Oltre a saper proporre il proprio punto di vista…

Di contro, secondo Salter, le persone che non sono in grado di comunicare in questo modo vengono definite come “inibite”. In pratica, costoro, hanno enormi difficoltà a esprimere i loro sentimenti ed emozioni in modo sano, incapaci di assecondare i loro istinti/impulsi naturali.

Queste persone sono definite, dallo studioso, come schiavi di un modo di pensare che si basa solo sulla logica e sulla razionalità, e non sull’emotività. Ecco un passaggio

ESSENZIALE

per mettere in relazione l’assertività con la seduzione. Infatti, come scrivo sempre, si seduce con le emozioni e non si può convincere una ragazza con la logica. Una persona assertiva vive e prova sensazioni profonde, facendole provare a chi gli sta intorno, seducendo.

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19 risposte

  1. gm ha detto:

    salve sensei.
    articolo interessantissimo.

    Ritengo di essere sempre stata una ragazza abbastanza assertiva.
    da 7 mesi però frequento (non assiduamente per fortuna) un tizio (assodato narcisista) che mi sta levando l’uso della parola.

    ogni volta che ho provato ad esprimere i miei sentimenti e il mio punto di vista su di noi ha sempre reagito con immotivata rabbia, donandomi in cambio improperi e silenzi puntivi.
    ad un certo punto ho deciso di proseguire sulla via del “fesso e contento”, nel senso che io vivo la mia bella vita per conto mio e quando incrocio la sua, per quieto vivere, faccio parlare solo lui facendo anche finta di ascoltarlo ed essere d’accordo (tanto non è che me lo sto sponsando, quindi in linea di massima mi sta bene così).

    ieri sera però ha raggiunto vette inarrivabili..
    mentre eravamo in chat, mi ha sentita un pò giù ed ha insistito per sapere cosa avessi..
    quindi gli ho brevemente detto che erano un pò di scontentezze tipiche autunnali (noi donne lo sai, siamo un pò malinconiche a volte). mi ha risposto che secondo lui per me ci vorrebbe un fidanzato..
    e poi di punto in bianco se ne esce con: “ti prometto che te lo trovo io”.

    eeeeeehhhhhhh?????
    a questo punto non ho neppure dovuto fingere.. semplicemente sono rimasta ammutolita.
    resosene conto ha tagliato la conversazione dicendo che era finita la pausa d lavoro e ciao.

    ho chiamato subito un mio amico “esperto” in rapporti uomo-donna e anche lui è rimasto abbastanza basito da questa affermazione..
    dice che l’unica cosa che gli viene in mente è il fatto che stò tizio voglia tenermi in pugno e rimarcarmelo anche a parole. “sei a mia disposizione ma ricordati che cmq io non sono coinvolto”.

    e ci potrebbe stare come spiegazione.
    però volevo anche una tua validissima interpretazione, please.

    scusa la lunghezza del post.

    si lo so che è arrivato il momento di mandarlo al diavolo.. non è proprio facilissimo, essendo anche il “capobranco” della comitiva (e non voglio trovarmi anche ad essere fatta fuori dai suoi “adepti”, che comunque sono simpatici 😀 )

    e qui scatta richiesta consiglio.: che devo fare?
    taccio (perchè uno così non merita manco fiato, anche se odio tenermi tuto dentro) e mi defilo pian piano o esprimo tutto ciò che penso, che mi fa star male, che vorrei veramente, rischiando l’ennesimo doloroso confronto con un muro di cattiveria?

    aiuto, sto confusissima (e purtroppo non sono nemmeno più una ragazzina) – facepalm.

    grazieee

    • ilSensei ha detto:

      Da me cerchi la risposta che ti ho già dato: fuggi. La sua è pura manipolazione, quale sia lo scopo finale poco importa, ma se non eri coinvolta gli avresti risposto – all’offerta di trovarti un fidanzato -, facendogli la lista di come lo vuoi! Magari mettendo in risalto caratteristiche che lui non ha. Ma tu sei troppo coinvolta, anche se dici di no, e ti ribadisco che la via è la fuga. Se poi vuoi rimanere nella comitiva, ti basterà dire a lui che ormai ti sei innamorata e che per non rovinare la vostra bella amicizia preferisci che non ci siano più coinvolgimenti fisici e personali tra voi due, ne soffriresti troppo. E piano piano prendi le distanze, se poi ti dovesse comunque fare terra bruciata tra i suoi adepti, poco male, significa che costoro – seppur simpatici – gli sono asserviti.

  2. Massimo ha detto:

    Buona domenica. Ho pensato alla tua risposta in questi dì.
    No, non è giusto che ci si approfitti di qualcuno. Con la tua risposta posso dire che lei si sia comportata in un certo modo anche per suoi atteggiamenti caratteriali. So di averle concesso certi comportamenti. Non mi sono fatto quasi mai rispettare. Lei si è anche comportata di conseguenza. Ho permesso mi calpestasse. Oggi non permetterei mai cose del genere.
    Ora però mi interrogo su una questione morale: quanto varrei se volessi ripresentarmi da zero ad una ragazza che si è comportata in modo irrispettoso con il vecchio me zerbino re?
    Di sicuro sono certo che non permetterei più vecchie situazioni. Sto ritrovando tanta sicurezza, valore e tanto rispetto per me stesso. Non sono più la seghetta di prima.

    • ilSensei ha detto:

      Se ancora pensi a lei, per me rimani la “seghetta” di prima. Abbi un minimo di dignità…
      E la dimostrazione è chiara, dato che fai domande ipotetiche dietro cui ti nascondi.

    • Massimo ha detto:

      Hai ragione. Andare oltre rappresenta uno degli step necessari. E la dignità fa parte del rispetto per sé stessi
      Buona serata!

  3. Massimo ha detto:

    Buongiorno. 2 settimane fa avevo scritto un commento che non è stato pubblicato. Chiedevo in sostanza quanto l’essenza e il valore di una femmina potesse alterarsi se ci si comporta da zerbini. Ero partito dalle mie conoscenze. Di femmine che si comportano in base a quello che io maschio permetto. E che quindi se ti comporti da zerbino non vieni rispettato. Ho cercato intanto di approfondire la questione da solo. Ma il dubbio rimane: il fatto di non essere trattato con rispetto se sei zerbino, quanto rispecchia i valori della femmina? Una femmina di valore, una Donna, si prende gioco e tratta male uno zerbino? Mi chiedo questo perché sto facendo un profondo reset dopo quella ragazza. Sto lavorando alacremente ogni giorno per migliorarmi. Determinato come non mai. Penso anche a lei. Ma penso altresì al modo spregevole con cui mi ha trattato. Non capisco se io da zerbino possa avere innescato certi pessimi atteggiamenti morali o se questi siano tutto sommato insiti in lei. Grazie di tutto

    • ilSensei ha detto:

      “Non capisco se io da zerbino possa avere innescato certi pessimi atteggiamenti”, fammi capire: se uno che pensa “se l’è cercata” quando una ragazza subisce violenza?

    • Massimo ha detto:

      No. Ti stai facendo una idea sbagliata. Grazie

    • ilSensei ha detto:

      No. Sei tu che non capisci il senso di quanto ti ho scritto.

    • Massimo ha detto:

      Allora faccio fatica a capire la retorica della domanda. Potresti gentilmente spiegarmela?
      Grazie

    • ilSensei ha detto:

      Se una ragazza si veste in modo provocatorio merita battute o peggio, no? Se tu le dai motivo di vederti come uno zerbino, è giusto che ti tratti come tale e se ne approfitti? Tutti meritiamo lo stesso rispetto indipendentemente da come ci comportiamo.

  4. ilSensei ha detto:

    Prima fai l’offeso, la ignori, le dai risposte pseudo simpatiche, e poi vuoi essere assertivo? Perché tutto questo? Se prendi le distanze da una persona, poi non ha senso fare l’inacidito a tua volta, invece avresti dovuto – dopo che si era fatta risentire – spiegandole con calma il tuo punto di vista e salutandola. Ora hai generato un meccanismo fatto di ripicche e comportamenti infantili.

    • Massimo ha detto:

      Ciao, vedo solo oggi la tua risposta. Pensavo non avessi risposto non vedendo risposta diretta. Comunque, è finita male. D’istinto, le ho spiegato il mio punto di vista. A lei non è interessato. Suicidandomi, ho scritto che non le avevo risposto volutamente. Apriti cielo. Si è molto offesa, mi ha dato del ridicolo e che non voleva sentirmi. La sera stessa le ho mandato una foto della mia giornata e mi ha subito stroncato. L’ho chiamata 2 sere dopo e ha attaccato. L’ho richiamata 2 sere dopo ancora e non voleva parlare. Sabato scorso le ho mandato un messaggio di buona primavera, stroncato. Domenica una foto, lei fredda. Mercoledì la chiamo: mi mette giù, ma dice di avermi pensato essendo passata nel mio quartiere. Sembrava ci fosse escalation e oggi, mandandole un pensiero per una sua scadenza, ha fatto la freddissima disinteressata. Dopo queste 2 settimane, penso che ora io non debba fare più nulla e aspettare sia lei a farsi sentire. Tu come la pensi?

    • ilSensei ha detto:

      Penso che sia giunto il momento di fare il punto della situazione che mi sembra abbastanza complessa. Con i commenti non posso andare troppo a fondo, una consulenza mi sembra, a questo punto, necessaria.

    • Massimo ha detto:

      Ciao, buona domenica. Non mi vergogno a dire che sono in bolletta. Sto prendendo il fisso minimo per stagisti, è molto dura. Per me poi è un quadro standard. Bravo ragazzo, pur con tutto il contatto fisico e flirt. Nessun risultato. Capito ciò, da un suo cercarmi egoista 3 sabati fa, avevo deciso di farmi desiderare. E tutto lo avevo scritto 2 settimane fa. No risposta a 2 sue chiamate, risposte brevi ai messaggi e tappo per lo shopping insieme. Mi è venuta dietro 2 gg e poi vuoto per 5 gg. Per poi farsi risentire e dire-fare tutto quello scritto nel commento di ieri. Stupido dirle di non averle risposto volutamente, ha dato di matto. Ha detto che si è sentita presa in giro. Dopo 2 sett. con 3 mie chiamate e 3 msg carini, un problema c’è. Prima mi cercava spesso. Ora sto facendo solo io. Ieri ho scritto che non dovrei fare più nulla. Forse invece con calma dovrei dialogare con lei e chiarire. Ma da come sta agendo non lo merita. Ok i capricci, ma 2 sett. mi sembra scorretta.

    • ilSensei ha detto:

      Questi sono commenti, in cui posso dare suggerimenti, se pensi che possa risolvere la tua situazione – o almeno provarci – solo attraverso questo strumento, se in errore.

  5. Massimo ha detto:

    Ciao. Sono stato troppo disponibile con una ragazza con cui sono uscito delle volte e sono arrivato a nulla. Tanto contatto fisico e flirt ma molto bravo ragazzo. Lei si è sempre presa tutto. Ho dato un taglio netto, 1 sett. fa. Mi ha cercato subito con tanti msg e chiamate. Ho rifiutato anche un invito per un’uscita con lei lunedi, un’amica le aveva dato tappo per lo shopping e mi aveva chiesto di accompagnarla. Ho risposto a messaggi e invito dicendo che ero preso. Non si è poi fatta viva per 5 giorni. Prima ci sentivamo ogni giorno. Ieri mi ha scritto. Ha chiesto se avessi risolto i miei problemi. Mi ha fatto poi un audio inacidita, dicendo che non davo retta ai suoi messaggi e potevo trovare 2 minuti per rispondere. Ho detto che ero in antartide a contare i pinguini. Finita lì. È giusto che in questo fase di distanza siano stati i miei atteggiamenti a parlare (lei però sembra non aver capito che erano rivolti a lei) o devo chiarire con assertività che non mi stanno bene? Grazie

  6. Gianluca Sacino ha detto:

    Ciao Sensei,
    quindi per divenire assertivi e non passivi nel nostro modo di porsi la prima cosa è esprime se stessi? cioè cominciare a dire sempre ciò che si pensa, in modo sciolto ed ironico, ma chiaro?
    ti chiedo questo proprio perché, dopo una consulenza speciale, mi hai fatto notare che in seduzione ho un approccio passivo. In pratica, nonostante i mei sforzi, ho perso spinta assertiva in seduzione. Naturalmente sto ripartendo dal percorso della seduzione (studio e messa in pratica), oltre a scaricare app di incontri per ritrovare lo stato più istintivo e diretto….oltre a questo cosa mi consigli di fare? Voglio ritornare in campo….

    • ilSensei ha detto:

      Mi sembra abbastanza, avere fretta non porta a nulla, abbiamo bisogno di tempo per fare dei cambiamenti nel modo di porsi.

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