Autoironia la più duttile tra le tecniche di seduzione

autoironia

L’autoironia viene definita come la capacità di sorridere e di ridere di sé stesso. Sembra un concetto ovvio, che in seduzione deve essere dosato con molta attenzione o si finisce per fare la figura del giullare.

Da sempre, online, spacciano lo scherzare e il farla ridere come fosse un vero e proprio filtro d’amore. Non dico che tu debba essere un musone antipatico, anzi, ma è necessario fare attenzione perché la ragazza dovrebbe ridere – maggiormente – con te e non di te.

Ciò che prima di tutto si dovrebbe capire è questa differenza sostanziale che, se non appresa, pregiudicherà la tua seduzione relegandoti, quasi sempre, in zona amicizia.

Capita quindi di trovarsi in situazioni in cui insistere con una donna diviene l’unica ragione di vita, quando invece ci si dovrebbe fermare, capire e migliorare.

Quando ride di te: il giullare

Se fai tante battute, in continuazione, e soprattutto non riesci mai a dirle qualcosa di serio, che sia un complimento o un banale concetto a cui tieni, è probabile che ti veda come un giullare divertente e innocuo.

Se ti trovi in una ti trovi in una situazione di questo tipo, la prima cosa che devi fare, anziché dichiararti o farle regali è fermarti.

In pratica un semplice Reset per:

  • farle perdere influenza su di te,
  • renderti conto di quanto sei stato “ridicolo”,
  • migliorare (ti consiglio per questo il Percorso della Seduzione),
  • darle tempo di dimenticare, anche un minimo, i tuoi comportamenti.

Se continui a tempestarle di messaggi ed essere sempre al centro dell’attenzione nel vostro gruppo facendo battute la sua visione verso di te non muterà. Anzi, diverrà sempre più chiara e tu sarai, purtroppo, il giullare.

Scherzare troppo con lei e l’anti-Autoironia 

Mettiamo che non sei il giullare del gruppo, quello che tutti amano e con cui ridono e scherzano (ma che nessuno vuole per una storia figurarsi anche solo per scopare!) ma riesci a mantenere un minimo di dignità.

Però quando sei con lei/lui proprio non ce la fai a dire cose sensate senza metterci in mezzo una battuta inutile. Mi capita in ogni consulenza diretta che mi si ripeta senza senso che si è stati:

  • leggeri,
  • ironici e 
  • scherzosi.

Però alla fine, lei non ha dato alcuna risposta chiara a un invito! Questo accade perché, se anche quando le chiedi di vedervi da soli, non sei diretto e chiaro, prederai ai suoi occhi – inconsciamente – fascino.

Un invito, come un regalo, vanno fatti con serietà, sono qualcosa di importante che potrebbe presagire a una notte di sesso, una storia o anche a un matrimonio (per eccesso)!

Quindi quale donne vuole un ometto che non ha il carattere per dirle chiaro e tondo che la vuole vedere?! 

Cosa c’entra in tutto questo l’autoironia

Come specificato all’inizio dell’articolo è la capacità di saper ridere e sorridere – non di scherzare – su di sé.

Quindi non devi fare battute in continuazione sulla tua persona, non sei un oggetto da sbeffeggiare o prendere in giro perché calvo o con un po’ di pancetta!

L’autoironia riguarda uno stato mentale personale che rende le tue auto-battute non una richiesta di aiuto, attenzioni o altro, ma solo un modo per dimostrare che, in fin dei conti, non te ne frega nulla.

Una persona autoironica, magari bassa, non sta tutto il tempo a dire cretinate sulla sua altezza perché farebbe capire di soffrirne troppo.  Una battuta ben assestata, è sufficiente.

Ma per farlo si deve prima di tutto aumentare la propria autostima, un alfa non si cura dei suoi “difetti”, li accetta e si rende conto che tutti ne abbiamo e sono importanti solo in base a quanto noi gliene diamo.

Per un uomo essere calvo potrebbe essere motivo di grandissimo malessere, a molte donne piacciono gli uomini rasati.

Per un uomo la pancetta è motivo di imbarazzo, a tante un po’ (poca) intriga e non da alcun fastidio.

E potrei continuare all’infinito. L’autoironia non è scherzare o fare il buffone, ma inizia dentro di te e dalla consapevolezza che la perfezione non esiste, che devi accettare i tuoi “difetti” perché, altrimenti, come potresti accettare quelli di una donna che frequenti?

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