Avere cose in comune per sedurre una donna, è necessario?

Serve avere cose in comune per sedurre una donna? Dipende

Da cosa? Da cosa vuoi (o almeno pensi di volere), dalla persona che ti piace. E allo stesso tempo dipende da cosa lei – in quel momento della sua vita – potrebbe desiderare.

Ti faccio un esempio rapido: tu vorresti una fidanzata, incontri e conosci una tipa in palestra. Lei vuole solo divertirsi. Il risultato è che forse riesci a portartela a letto, se usi bene le armi seduttive come:

  • contatto fisico,
  • linguaggio del corpo,
  • flirtare,
  • ironia,
  • leggerezza,
  • metodo socratico.

Ma dopo potrebbe decidere di darti un bacio a stampo, e anziché farvi le coccole, tornare a casa sua senza più neanche salutarti! Avere cose in comune per sedurre una donna, in questo caso non è servito, magari era la donna perfetta.

Avere cose in comune per sedurre una donna: dipende anche dal momento

Quando conosci una ragazza, che ti venga presentata o che vai tu ad attaccare bottone, il primo impatto si basa su:

  • aspetto fisico,
  • look,
  • bellezza,
  • linguaggio del corpo e 
  • modo di porsi.

Sono parametri standard, è ovvio che se sei alto hai più possibilità di attirare l’attenzione, ma dopo qualche battuta con la ragazza, se sai sedurla l’altezza non conterà nulla.

In questo momento, a livello inconscio, le su saranno valutazioni “naturali”, ancestrali, istintuali. Detto in modo semplice ti darà un voto senza sapere il perché.

Noi lo sappiamo: si baserà su parametri che in natura sono importanti. Come ho scritto anche in altri articoli, l’uomo in forma aveva maggiori possibilità di sopravvivenza che uno grasso!

Durante l’approccio conta la tua capacità di sedurre, incuriosire e flirtare. Se hai una cultura, se parli bene e la ascolti. L’empatia gioca un ruolo chiave, con essa puoi rapportarti a lei e farla sentire compresa.

Tutti vogliono raccontarsi, le donne ancora di più amano sapere che hanno accanto un uomo che le ascolta, comprende e non giudica.

Per ora non contano molto…

Fin qui avere cose in comune per sedurla mi sembra che non abbia avuto un grande peso.

Direi nulla, anche perché di solito, quando si conosce una ragazza e lo si fa per sedurla (mostrare interesse da subito, in questo aiuta molto) si gioca con leggerezza, ci si stuzzica e prende in giro.

Magari si fanno anche doppisensi o battute ironiche e sfacciate.

Mettiamo che, per qualche fortunata e non rara ragione, entrambi desiderate una storia. Non dico che siate due psicopatici che vanno in giro sperando di trovare la principessa/principe della propria vita.

Ma che avete un sano desiderio, equilibrato, senza eccessi. Si può anche imparare a stare da soli! Io lo consiglio, perché farlo permette di capire chi si è, cosa si vuole e i propri errori. Un alfa ama la solitudine.

Allora quando avere cose in comune per sedurre una donna è utile?

Proprio dopo la prima fase di approccio. Anche dopo il primo appuntamento, quando il gioco della seduzione lascia spazio a qualcosa di più intimo e profondo, allora vi avvicinerete – sia fisicamente che umanamente – e vi consocerete davvero.

Non è una cosa “romantica” e basta, è la natura delle cose. Qualsiasi appuntamento va’ così, anche se non ce ne rendiamo contro. E proprio in questo momento avere cose in comune per sedurre una donna, aiuta molto.

Parlare con lei diverrà più naturale, solo evita di fare una sorta di interrogatorio: sii sincero. Dille la verità e non provare a prenderla in giro, non accadrà a meno che lei non lo desideri.

2 comments

  1. Ciao, sono quello dei giri in e.bike. Ecco perché non posso più scoparmela ormai. Non sono stato empatico: quando mi disse 11 anni per laurearsi io esclamai: 《ma 11 anni!》perché sono emozionalmente sincero come un libro aperto. E quando mi disse che avrebbe fatto tirocinio presso un avvocato per un anno e mezzo, io ancora: 《guarda che lo fai gratis! meglio lavorare in azienda o qualche concorso》e lei d’un tratto si rigirava ed attorcigliava nervosamente una ciocca di capelli e mi ricordo che non dormí tutta quella notte (controllando whatsapp).

    Allora Ovidio nella sua Ars Amatoria aveva ragione: fallite fallentes = ingannate codeste ingannatrici; anche se ciò urta con l’etica dell’Alfa e con la Eudemia e la Nicomachea di Aristotele.

    Queste cose non le racconto di me per contravvenire alla 1a regola dell’Alfa, ma per misericordia spirituale: consigliare i dubbiosi (con le mie esperienze di parziale successo ed insuccesso).

    Non sapevo che chi spera di trovare la propria principessa fosse uno psicopatico come apprendo da questo articolo, ma ne prendo atto.

    Sensei. Un caro saluto.

    1. Non è una questione di mentire, ma di eliminare i facili giudizi dal proprio modo di pensare e porsi. Probabilmente lei stessa sapeva già quanto tu le hai palesato, e non c’era motivo di farlo. Sedurre è anche accogliere l’altro per quello che è, senza farlo sentire sbagliato.
      Per quanto riguarda la ricerca della principessa/principe, è autoesplicativo quanto sia un concetto errato poiché la ricerca della perfezione è solo il modo che molti hanno per non cercare, ma soprattutto accettare, la felicità e il bello dell’imperfezione (che è umana).

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