Ghosting
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Ghosting: cos’è e come affrontarlo (o provarci)

Ghosting: è la moda del momento oppure è qualcosa di molto più pericoloso e importante? Alcuni dicono, nel mondo dei social, sia una pratica normale. Altri ne soffrono, come vittime, e tentano di capire perché l’altra persona è scomparsa.

E’ una parola che troviamo addirittura sul dizionario Treccani online: Ghosting.

Siamo di fronte a un vero e proprio comportamento che è entrato nella vita di tutti i giorni

siamo tutti vittime e carnefici

Cantava Umberto Tozzi nei meravigliosi anni ’80. E per quanto sia, la maggior parte delle nuove generazioni lo subisce, ma lo applica anche. Se una persona non la vogliono più sentire, semplicemente spariscono senza affrontare le conseguenze del loro comportamento: facile, no?

Ghosting sì? Ghosting no?

Non è un tema facile, in cui sia semplice dire se fare Ghosting sia sempre giusto o sempre sbagliato, per cui vediamo, in linea di massima:

  • cos’è,
  • come reagire quando si è vittime,
  • quando è il caso, invece, di essere carnefici,
  • se moralmente può essere accettato o meno.

Siamo di fronte a un fenomeno molto complesso, che gli stessi psicologi stanno studiando solo da pochi anni. Di conseguenza, le mie, sono solo considerazioni date da 20 anni di esperienza nell’ambito della seduzione, non da studi “scientifici”.

Cos’è il Ghosting

Senza andare a leggere l’enciclopedia o qualche altro librone polveroso, il Ghosting è semplicemente il momento del codardo!

In pratica un tuo amico/a, fidanzato/a, scopamico/a o altro decide – senza alcuna apparente ragione – di scomparire dalla tua vita e ti cancella e blocca ovunque. 

Non ti lascia il minimo spazio di manovra, non tanto per ricucire il rapporto, ma addirittura anche per avere una minuscola spiegazione che potrebbe esserti utile per diminuire il dolore.

Se ne sei vittima lo sai già, quando uno fa Ghosting, tu soffri molto. Le domande aumentano e con il tempo la ferita marcisce finché smetti anche di avere fiducia negli altri e ti chiudi in te stesso.

Come reagire quando si è vittime

Il Ghosting è qualcosa di nuovo, poco conosciuto – dal punto di vista medico e psicologico – e i suoi effetti sulle vittime ancora da studiare e capire.

Per cui ogni singola cosa che scriverò su questo articolo si basa solo ed esclusivamente sulle mie esperienze e sui centinaia di racconti che mi hanno fatto a riguardo.

Tutti vogliono sapere

Ecco il vero motore che fa correre all’impazzata il dolore:

  • ho fatto qualcosa di male?
  • Sono stato cattivo?
  • Non gli ho dato abbastanza attenzioni?
  • Mi mentiva?
  • Mi ha mostrato una parte di sé non vera?
  • Sono una persona noiosa/brutta/antipatica?

Quante sono le domande? infinite, purtroppo. E quindi impazzirsi per provare a capire le ragioni di un comportamento di Ghosting, inutili.

Dalla mia esperienza hai due strade da percorrere (ho subito io stesso questa pratica so cosa significa):

  1. Combattere per avere risposte fino a “calargli sotto casa” (come si dice a Roma) e obbligare la persona a dirti la verità. Se non la dice, avrai già una risposta: è un narcisista patologico che di fronte alla verità non può far altro che fuggire.
  2. Comportarti allo stesso modo e andare avanti per la tua vita. Per farlo serve tanta sicurezza in sé e una vagonata di autostima.

Ghosting: quando è il caso, invece, di essere carnefici

Se puoi evitare di farlo, evita! questo è l’assunto necessario per non diventare un mostro che prima seduce e poi scompare senza ragione.

A volte, nella società in cui viviamo, le persone non sanno capire il limite dei loro comportamenti, credono che se tu sei online alle 3:00 di notte, allora possono scriverti.

Oppure che possono contattarti per lavoro il sabato o la domenica solo perché ti mandano una “semplice email”, invece di chiamarti.

Tutti questi sono comportamenti errati, maleducati e tossici. Esistono anche nelle relazioni, tipico è il ragazzo/a che martella di telefonate o messaggi. Quelli che vogliono che tu risponda entro 30 minuti o scatenano l’apocalisse e via dicendo…

Queste sono persone profondamente disturbate o, nella migliore ipotesi, molto maleducate. Vanno allontanati. Prima spiegandogli come stanno le cose, o provando a farglielo capire con più tatto possibile.

Se non capiscono così? Non capiranno neanche il motivo del tuo Ghosting, ma almeno te li sarai levati dalle palle!

Ma quindi, è giusto o sbagliato?

Dare una risposta univoca mi sembra impossibile, come hai visto ci possono essere casi e persone differenti.

In linea di massima io sono sempre l’educazione, quella vecchio stile diciamo, in cui ci si confronta e si parla. Purtroppo non si ha sempre dall’altra parte qualcuno in grado di capire, per cui meglio evitarsi altri fastidi e scomparire: non sarà il massimo, ma è sicuramente più efficiente.

Mi è capitato, negli anni, in ambito lavorativo. Dopo aver concluso dei rapporti, in modo diretto e netto (a volte senza dare spiegazioni, anche perché non ero tenuto a darle), le persone “ghostate” hanno continuato finché non sono stancate.

Ancora di più dovreste comprendere le donne, sono tartassate da malati di figa di ogni genere che non capiscono nulla di seduzione. Loro provano – spesso non nei modi giusti – ad allontanarli, ma senza successo.

Senza dimenticare che se ne sentono, e vedono, troppe di situazioni in cui le ragazze subiscono violenza da “maschi” incazzati senza spina dorsale solo perché rifiutati. I classi tipici che vogliono riaverla a tutti i costi!

Quindi, anziché provare a parlarci spiegando che non ha possibilità (rischiando anche un ceffone, o peggio), è meglio scomparire ed evitarsi qualsiasi problema.

In questo caso il Ghosting è giusto, utile e necessario.

Ma non può e non deve essere la norma. Che tu sia uomo o donna, affronta la persona – se non temi per la tua incolumità – e chiarisciti. 

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4 commenti

  1. Saifari dice:

    Se è per questo anche il reset è una forma di ghosting che però ha una finalità diversa.

    1. ilSensei dice:

      Non c’entra proprio nulla. Fare un Reset significa prendersi tempo per sé stessi e prendere le distanze da una persona, in modo che abbia la possibilità di rivalutarci. Non la blocchi da nessuna parte, non scompari dalla sua vita senza una ragione apparente, ma smetti di contattarla quando – in pratica – eri solo tu a farlo. E, in ogni caso, ritorni dopo qualche tempo ma se lei dovesse contattarti più volte, dimostrando l’interesse che non ha mai avuto, allora interagisci con lei. Chi fa ghosting scompare e ti blocca su tutto e tu non avrai alcuna possibilità di averci un confronto.

  2. Junior Senior dice:

    Personalmente, ritengo che il ghosting più cattivo e duro da subire sia quello di persone che in realtà NON ti bloccano, anzi lasciano aperti e (in teoria) disponibili tutti i canali comunicativi, però appunto spariscono, non rispondendo più o semplicemente lasciando cadere ogni comunicazione.

    E’ il più cattivo perché tu sei consapevole che l’altra persona non vuole, evidentemente, avere a che fare con te, ma tecnicamente potresti comunque scriverle o incontrarla, correndo il rischio di un ennesimo, efferato, ghosting. Che farà ancora più male. Forse è una forma di ghosting volontaria per far soffrire di più l’altra persona, o forse è puro menefreghismo. O forse in realtà non è certa di voler sparire per sempre e vuole ancora lasciare una porta aperta per il futuro. Gli scenari in effetti sono molteplici. C’è chi reagisce bloccando la persona che ha inflitto il ghosting, quasi per infliggere una punizione: non mi vuoi parlare ora, e allora non potrai farlo mai più.

    Tutto sommato è più affrontabile il ghosting di chi sparisce bloccandoti (ho subito sia questo che l’altro), se non altro perché resti ancora senza una risposta, una spiegazione, ma almeno non ti arrovelli su cosa fare. Non puoi fare nulla: ti ha bloccato, non conosci l’indirizzo, che fai? Potresti solo incontrarla casualmente, e allora ti metti l’anima in pace.

    Ovviamente anch’io sono per la via dell’educazione, dei chiarimenti. Ma forse a volte non c’è un vero motivo alla base. Forse dobbiamo accettare che ci sono (tante) persone con disturbi mentali che non necessariamente agiscono perché spinti da lucide e logiche considerazioni. Oppure se queste motivazioni ci sono può essere che, per qualche ragione, non vogliano condividerle con le loro vittime.

    In generale, nonostante la casistica sia veramente vasta, dico che il ghosting è un comportamento da condannare. Non condanniamo a prescindere chi lo esercita, proprio perché non possiamo conoscere tutte le situazioni, e perché alla fine sono dei “poveretti”, delle persone che comunque hanno, come minimo, seri problemi relazionali.

    1. ilSensei dice:

      Non è importante come ti fanno il ghosting, MA come reagisci tu. E a volte si è costretti a farlo, volevo sottolineare nell’articolo proprio questo aspetto, perché sono della stessa idea che sia sbagliato, ma non sappiamo mai quale sia la verità. Ci sono persone esasperanti che poi dicono in giro (es. amici o parenti) che non hanno fatto nulla, hanno mandato solo un paio di messaggi, quando invece la realtà è ben diversa.

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