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Le espressioni del viso per capire meglio le persone

A molti potrebbe sembrare ovvio, ma leggere le espressioni del viso è uno strumento essenziale per capire cosa provano davvero le altre persone. Diventa quindi un aiuto in più per capire se una ragazza/o è interessata a te e quindi sedurla.

Una parte fondamentale, ma spesso poco conosciuta ed applicata, nello studio del linguaggio del corpo, è la lettura delle espressioni del viso (e micro-espressioni). In seduzione, a livello scientifico le micro-espressioni del viso rivestono una notevole importanza.

Incredibilmente in un mondo in cui una bella faccia apre molte porte, ci siamo persi la nostra capacità di comprendere le emozioni delle persone dalle espressioni facciali.

Per quanto possa sembrare folle sembrerebbe proprio così.

Espressioni del viso: essenziale per capire

In anni di consulenza sulla seduzione e comunicazione quasi mai nessuno mi riportava determinate espressioni del viso che non riusciva a comprendere, ma si focalizza su azioni più “grandi”.

Unic’eccezione è l’osservazione quasi morbosa degli occhi, come se fosse fondamentale comprendere da uno sguardo le sensazioni altrui. La realtà è ben diversa dato che gli occhi, per quanto si possa credere il contrario, sono solo una minima parte del puzzle comunicativo di ogni persona.

Ad esempio si pensa che chi mente non sia in grado di reggere lo sguardo inquisitore di chi gli chiede spiegazioni.

Questa è una convinzione molto cinematografica e poco attinente alla realtà. Infatti è stato studiato che invece chi mente tende a tenere lo sguardo più fisso, proprio a dimostrazione che lui è innocente.

Proprio perché è convinzione comune, colui che mente, agisce razionalmente e premeditatamente mantenendo gli occhi sull’accusatore.

Esempio che ci deve far capire come il sapere comune è spesso forviante e non sufficiente a spiegare determinati comportamenti.

Espressioni del viso e seduzione

Una ragazza potrebbe guardarti per curiosità, fastidio o più semplicemente perché guardare è la norma. Si osserva tutto quello che abbiamo di fronte a volte senza neanche accorgercene.

Quante volte ti sarà capitato di guardare una ragazza che non ti piaceva? Tantissime! Quindi fermarsi all’apparenza senza comprendere appieno le varie azioni di una persona, porta spesso ad errori grossolani che generano solo confusione.

In questo articolo vedremo quindi le espressioni del viso più importanti e caratteristiche delle persone. Potrai quindi applicarle sia in contesti familiari o lavorativi ma anche in seduzione per renderti conto, ad esempio, se quello di cui stai parlando con una donna è per lei gradevole o meno.

Oppure potresti renderti conto che qualcosa la rattrista e dimostrarle la giusta empatia per creare una migliore intesa emotiva e mentale.

Rispetto a tutti gli altri messaggi del corpo le espressioni facciali hanno una caratteristica: sono univoche e precise, senza dubbi o fraintendimenti.

L’unica accortezza da adottare è capire se quell’espressione suscitata è tale per te, per l’argomento o la situazione particolare che state vivendo o è determinata da un ricordo passato o da esperienze già vissute.

La tristezza

Tra le espressioni del viso la tristezza è una delle emozioni più conosciute e facili da comprendere, spesso però, specialmente negli ultimi anni, si è arrivati ad una tale spettacolarizzazione della tristezza altrui da diventarne quasi ciechi e insensibili.

Tra reality e telegiornali siamo così bombardati da questa emozione fino a che non ha perso ogni suo valore e connotazione. Scene che solo pochi anni fa ci avrebbero rattristati adesso quasi ci passano inosservate.

Oltre a questo abbiamo perso la capacità di comprenderla e vederla negli occhi delle persone, anche a quelle noi più vicine e care.

E in seduzione è altrettanto utile ed importante capire se chi abbiamo di fronte ha un moto di tristezza o meno. Così potremmo cambiare, ad esempio, discorso, affinché lei non ci associ a sentimenti ed emozioni negative.

Esempio: se stai parlando con una ragazza che ti piace e vuoi conquistare, lei ha una veloce espressione del viso che palesa tristezza. A quel punto potrai o cambiare discorso o atteggiamento per tirarla su di morale, oppure dimostrarle empatia e comprensione, ed una persona che si sente capita in automatico si sente meglio.

Così te passerai dall’essere associato ad una sensazione negativa ad essere invece associato ad una molto positiva.

A cosa serve esprimere la tristezza?

Secondo molti studiosi il suo valore comunicativo è così forte e importante perché è nella nostra natura cercare il supporto dalle persone a noi care. Se quindi stai parlando con una che ti piace e tu ignori apertamente i suoi segnali di tristezza, a livello inconscio lei si sentirà respinta, allontanata e non capita.

Al contrario se sei in grado di “leggere” il suo volto e a dimostrarle empatia creerai una interconnessione molto forte tra voi due.

Se vuoi sedurla non devi proporti come un consolatore, per quello ci sono amici e parenti, ma come una roccia su cui appoggiarsi. Devi essere una figura forte e decisa che c’è e sempre ci sarà. Dimostrale la tua forza senza dirle frasi inutili e melense come:

  • Stai bene? Ti vedo triste.
  • Mi sembri triste, cosa posso fare per te?
  • Mi sembri giù di morale, su sorridi.

Questo tipo di attenzioni sono fasulle, plastificate, perché non c’è empatia. Manca soprattutto un tuo lasciarti andare, non c’ è un vero coinvolgimento in cui le dimostri che ti dispiace vederla triste.

Se comprendi il suo stato d’animo ci penserà il TUO linguaggio del corpo a farle capire che hai capito.

Come si esprime la tristezza

Le parole diventano un surrogato di una comunicazione più intensa e profonda e se proprio non sai cosa dire non dire nulla. Falle un sorriso e restale accanto senza drammatizzare, ma con totale e assoluta leggerezza.

Andiamo a vedere quali sono i tratti salienti che caratterizzano la tristezza su volto di chi la prova.

  1. Le palpebre e le sopracciglia sono uno dei segnali più chiari ed inequivocabili di tristezza, in effetti sono loro ad indicare il 90% di questa emozione. Le sopracciglia formano un triangolo più o meno accentuato e puntano verso l’alto. Questo movimento è difficile da replicare, per questo è molto affidabile. Nello spazio tra le sopracciglia può apparire una sorta di “ruga” verticale. Le palpebre si abbassano leggermente, come ad indicare una sorta di chiusura al mondo. In una tristezza forte, che può diventare anche tormento, questi due segnali sono sempre presenti, se invece se ne trova uno soltanto l’emozione è di solito appena accennata.
  2. Gli occhi hanno un’importanza molto forte in tutta l’espressività facciale e nel caso della tristezza essi si “spengono” nel vero senso della parola. Conferiscono alla persona triste anche una certa espressione di assenza di chi, appunto, in quel momento è altrove e sta male. Anche lo sguardo verso il basso è tipico di chi prova tristezza.
  3. Quando la tristezza non è eccessiva la bocca solitamente rimane chiusa, più l’emozione aumenta e maggiormente i lati convergono verso il basso dando vita alla classica espressione imbronciata dei bambini. Ovviamente da sola non basta ad indicare tristezza visto che è un’azione molto facile da replicare e che tutti associano a determinate emozioni. Più la tristezza aumenta e più questa caratteristica è accentuata fino all’apertura della bocca, accompagnata spesso da pianti e singhiozzo. A questo punto la tristezza si è tramutata in vera e propria sofferenza o addirittura tormento.

La rabbia

Chi non ricorda l’espressione accigliata di un genitore dopo aver combinato un guaio o aver disubbidito ad un chiaro ordine?

Tra le espressioni del viso, la rabbia è tra le più facili da riconoscere. È utilissimo essere in grado non tanto di notarla, ma quando e se sta nascendo e montando, questo permette di poterla disinnescare o per lo meno ammortizzare.

espressioni del viso rabbia La rabbia ha purtroppo spesso una escalation vera e propria che porta a perdere il controllo a meno che o succede qualcosa che ci riporta con i piedi per terra o con uno sforzo notevole ci rendiamo conto di cosa stiamo provando e quindi facendo.

Può sembrare paradossale ma ci si arrabbia di più e in modo più palese con le persone a cui si tiene maggiormente. Di conseguenza se non fai mai arrabbiare una ragazza è probabile che non sia molto interessata a te, ovviamente la sua “pazienza” è sempre entro determinati limiti logici.!

Ci si può arrabbiare non solo con una persona direttamente, ma anche sentendo una notizia alla tv o leggendo qualcosa sul giornale oppure, ancora più importante per la seduzione, se qualcosa ci fa rammentare un evento a noi fastidioso.

Le caratteristiche della rabbia

  1. Una delle caratteristiche principali nella rabbia è l’arcuarsi delle sopracciglia verso il basso e in modo simmetrico.
  2. Anche gli occhi cambiano palesemente espressione diventando quasi luminosi e più intensi, proprio ad indicare un’emozione forte che si sta provando in quel momento.
  3. Nella rabbia la bocca è una sorta di termometro che indica la maggiore o minore forza dell’emozione. La bocca chiusa con le labbra serrate indica una rabbia nascente o controllata che però potrebbe esplodere a breve (quindi è utile comprenderla per evitare che ciò accada). Le labbra si assottigliano proprio per lo sforzo facciale di chiusura. Nei casi più estremi l’emozione prende il sopravvento fino all’apertura delle labbra che “mostrano i denti”, un po’ come un’animale che vuole intimorire. In casi di questo tipo siamo in una zona d’ombra in cui la persona ha quasi (se non del tutto) perso il controllo. Anche la mascella serrata è indice di tensione e se da sola indica una rabbia che sta nascendo.

La sorpresa (e la paura)

Spesso si confondono due espressioni del viso molto simili:

  • sorpresa
  • e paura.

Questo perché hanno la stessa radice emozionale e quindi il viso ha un’espressione simile per entrambi i casi. Ovviamente la paura è prettamente negativa e che quindi sarà difficile da vederla negli occhi di una persona con cui si flirta, a meno che non siete Freddy Krueger, ovvio!

La sorpresa invece è un’espressione che viene molto spesso mascherata (o almeno si prova a farlo) oppure “recitata”. Ad esempio si può avere un’informazione importante da un collega/amico e prepararsi per le conseguenze di quello che sta per accadere.

Mostrarsi comunque sorpresi della novità è fondamentale per non far capire agli interlocutori che, appunto, se ne era a conoscenza preventivamente. Sapere quindi come si genera e si capisce un’emozione aiuta anche a mentire senza farsi beccare!

La sorpresa:

  1. Ciglia arcuate verso l’alto in modo molto pronunciato, la durata di questo gesto è solitamente di meno di un secondo.
  2. Occhi spalancati.
  3. La bocca si apre con una forma di solito ad “o”, oppure la classica “mascella che cade”.

La paura:

  1. Ciglia arcuate verso l’altro come per la sorpresa, ma la durata è superiore agli 1-2 secondi, più dura e più dalla paura si passa alla preoccupazione. Nella paura le ciglia tendono ad “avvicinarsi”.
  2. Le palpebre si alzano conferendo all’occhio una dimensione maggiore, facendolo sembrare più grande.
  3. Anche la parte inferiore dell’occhio tende a tendersi e solitamente a tirarsi in direzione delle orecchie.
  4. La bocca, durante la paura, solitamente ha due caratteristiche, o si apre o rimane bloccata e chiusa. In entrambe le situazioni, però, c’è una forte tendenza all’assottigliamento delle labbra. Come visto nel punto 3 per la sorpresa la bocca, che in quel caso si apre, non vi è alcuna tensione come al contrario si verifica per la paura.

Il Disprezzo (e il disgusto)

Nella seduzione, ma ovviamente anche nella vita di tutti i giorni, comprendere se una persona ci disprezza o trova addirittura disgusto nei nostri confronti è fondamentale ed utilissimo.

Queste due emozioni sono molto simili e spesso confuse sia a livello teorico che pratico, in effetti è stato visto che di media sono le due emozioni che più vengono confuse tra di loro.

Il disprezzo è solitamente rivolto verso una persona, il disgusto è più ampio (può riguardare, di rado, qualcuno, ma più in generale è rivolto verso cose o situazioni).

  1. È un’emozione molto semplice da vedere, la parte sinistra o destra della bocca si sposta leggermente verso l’alto dando vita ad un lieve sorriso. Il resto del volto rimane fermo, solitamente tale gesto dura molto poco e solo su un lato del volto. Questa asimmetria è il maggior indicatore di disprezzo.
  2. Il disgusto si caratterizza per due azioni specifiche, che possono essere viste come una sorta di mix tra rabbia e disprezzo. La prima il corrucciarsi delle sopracciglia, proprio sopra l’attaccatura del naso.
  3. Il labbro superiore si solleva più che può, mostrando i denti mentre quello inferiore si assottiglia quasi fosse un’espressione di rabbia.

Più queste due azioni sono marcate e maggiore è il disgusto che la persona in quel momento sta provando. Spesso anche le narici si dilatano il tutto tirando le guance verso le orecchie. In questi casi siamo di fronte ad un disgusto estremo.

Espressioni del viso: il piacere

Per quanto possa sembrare incredibile non vi è una vera e propria classificazione delle emozioni comunemente definite piacevoli. Gli stessi esperti si sono concentrati più su quelle negative che su quelle positive.

espressioni del viso piacere La prima forma di piacere è quella del contatto fisico con la madre che ha il neonato ed in seguito tutte le emozioni più forti diventano, quindi, quelle prettamente sensoriali.

Che sia per il gusto di un buon cibo, il suono piacevole di una bella sinfonia o la pelle liscia della persona amata queste sono piaceri sensoriali.

Altre forme di piacere possono essere così catalogate:

  1. L’eccitazione, essa di solito sorge in relazione qualcosa di nuovo oppure (fondamentale per conquistare una persona) alla sfida. L’eccitazione solitamente non si presenta da sola ma insieme ad altre emozioni e sensazioni rendendola un qualcosa di molto particolare e difficile da innescare e da leggere nell’altro.
  2. Il sollievo, da cui il classico “sospiro di sollievo” che si verifica quando finisce una forte emozione, negativa o positiva che sia. Tipica è la forma di sollievo alla quale si giunge dopo aver fatto sesso, dopo appunto un momento di forte eccitazione che arriva a cessare dopo l’orgasmo stesso.
  3. Lo stupore, una forma di meraviglia molto marcata che mescola insieme paura, sorpresa ed eccitazione. Esso non ha nessun segno distintivo preciso, spesso è accompagnato dalla pelle d’oca o da sensazioni più “personali” non visibili. In alcuni studi è stato visto che le persone stupite hanno formicolii o altre “sensazioni” che però non sono visibili dall’esterno.
  4. La gratitudine, forse una delle emozioni positive più complicate, essa non ha una nascita ben precisa, ma di solito con il tempo nasce e si accresce in virtù di un vantaggio che ci porta dei benefici. In seduzione non è un’emozione molto utile perché spesso viene cercata con troppa insistenza scadendo fino al servilismo, quasi nel tentativo di comprare un’emozione con regali e favori.

Queste sono alcune delle emozioni piacevoli più comuni, secondo molti psicologi sono addirittura 16! Ma in realtà la loro catalogazione non ci interessa più di tanto, quello che conta è che tali emozioni possono essere innescate e osservare la loro nascita e presenza ci è molto utile per poter replicare i comportamenti che le hanno generate.

La nostra esistenza si basa sulla ricerca del benessere, possiamo dire della felicità, e l’anticamera ad essa sono proprio le emozioni piacevoli che migliorano la qualità della vita stessa.

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