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Mindfulness: la meditazione che aiuta a stare meglio

Mindfulness è ormai la forma di meditazione più nota, e abusata, che però può dare dei benefici anche e sopratutto per chi è stressato e vive un momento di cambiamento. Ad esempio se:

La meditazione è qualcosa di molto distante dalla cultura occidentale? Molti credono che sia una pratica tipica orientale, senza sapere che anche nella nostra cultura si medita.

Mindufulness: niente religione, solo sana pratica

La meditazione definita Mindfulness ha un approccio più vicino a noi e scevro da dogmi e condizionamenti religiosi che offre tutti i benefici della pratica stessa.

Quando meditiamo senza saperlo? Ad esempio durante la preghiera. Ripetere un salmo, snocciolare il rosario o ripetere una lode al Signore sono dei veri e propri “mantra”. In questo modo la mente si focalizza su quello che si dice e si ha una sorta di rottura tra noi e il nostro io.

Minuscoli momenti di questo tipo alleviano lo stress e danno all’organismo un grandissimo numero di benefici.

Sempre più persone si stanno approcciando a qualche tipo di meditazione e gli stessi scienziati stanno dimostrando sempre nuovi vantaggi che meditare ha sul cervello.

La meditazione, detta in modo semplicistico, non è altro che il concentrarsi sul presente (es. il respiro oppure il proprio stato d’animo), osservare le emozioni e i sentimenti senza giudicarli.

I benefici medici della meditazione Mindfulness

Meditare fa bene.

Trovarsi ogni giorno un po’ di tempo per farlo darà nel medio periodo molti vantaggi. La prima cosa da fare è trovare il tempo, anche pochi minuti. All’inizio sarà difficile ma con la pratica diverrà un vero e proprio benefico bisogno.

Gandhi una volta disse: “Medito un’ora al giorno, ma oggi sarà una giornata piena di impegni, quindi mediterò due ore”.

I benefici della meditazione sono, come detto, un gran numero, tutti scientificamente dimostrati attraverso studi e ricerche:

  • Utile per contrastare lo stress.
  • Aiuta le persone che soffrono di ansia e attacchi di panico.
  • È un ottimo supporto che chi soffre di depressione.
  • Migliora il sistema immunitario.
  • Aiuta chi soffre della sindrome da intestino irritabile, HIV o cancro.
  • Può aiutare contro l’acufene.
  • È un buon supporto per chi vuole uscire da qualche dipendenza.
  • Aumenta la sopportazione del dolore (utile per chi ad esempio soffre di Emicrania).

Questa è solo una lista sommaria, tanto che persino le Forze Armate stanno applicando i principi della meditazione. Gli sportivi per migliorare le loro performance e aiutarli a essere più concentrati durante le gare.

Fino a pochi anni fa non si aveva idea, o si voleva ignorare, tutto ciò. Con la diffusione della Mindfulness si è iniziato a capire che meditare da una marcia in più a chi la pratica costantemente.

Si è visto come differenti zone del cervello comunichino meglio e in modo più profondo.

La pratica costante della Mindfulness diminuisce lo stress

Secondo recenti studi dopo un corso di appena due mesi di Mindfulness si vedono già i primi benefici. Nello specifico gli scienziati hanno notato una diminuzione della Amigdala, la zona del cervello che fa scattare il meccanismo “combatti o fuggi” in condizioni di stress o pericolo.

Mentre questa zona diviene più piccola accade che la corteccia prefrontale, che invece è preposta a funzioni del cervello più “importanti” come ad esempio la consapevolezza, la concentrazione o il processo decisionale, diviene più spessa.

È chiaro come il cambiamento dovuto alla meditazione permetta di essere:

  • più lucidi,
  • equilibrati,
  • concentrati,
  • resistenti allo stress di tutti i giorni,
  • si è anche visto come le connessioni funzionali delle differenti parti del cervello migliorino.

Allo stesso tempo, invece, le connessioni tra l’Amigdala e le altre aree si indeboliscano permettendo al soggetto di “subire di meno” gli effetti primordiali del “combatti o fuggi”.

Ma quanto si deve meditare? In realtà non c’è una durata precisa, in generale potrebbero bastare anche 15-20 minuti al giorno. Però gli studiosi hanno notato che questi cambiamenti positivi siano direttamente correlati con il tempo in cui si pratica la Mindfulness.

Semplificando: più si medita, maggiori sono i benefici.

Meditare fa si che le risposte primarie allo stress siano sostituite invece da risposte più razionali e riflessive agendo sulla Amigdala che verrà “ridimensionata” e, per così dire, isolata dal resto del cervello.

Con questo non si vuole certo affermare che la Mindfulness sia una cura miracolosa che può guarire dal cancro o prevenire patologie cardiache.

Però è stato appurato come la meditazione porti a una notevole diminuzione dei “biomarcatori dello stress” (es. cortisolo) e diminuisca l’infiammazione generale dell’organismo.

L’effetto della Mindfulness sul dolore (e sulla emicrania)

Sono stati scansionati i cervelli di alcuni esperti di meditazione Mindfulness. Essi riferiscono di sentire meno dolore rispetto alla media, eppure le stesse scansioni hanno mostrato come le loro aree preposte al “dolore” siano in realtà più attive.

Ciò è in contrasto con la medicina moderna che invece, anche per gli stessi antidolorifici, tende a diminuire l’attività di quelle aree del cervello.

Praticare la Mindfulness permetterebbe quindi, soprattutto per chi è abbastanza esperto, di sentire meno dolore. Per chi soffre di una forma di emicrania potrebbe essere un ottima soluzione per diminuire il dolore e allo stesso tempo l’abuso di farmaci.

Con la Mindfulness non si “blocca” l’esperienza dolorosa di per sé. Invece sembra che il cervello quasi ignori gli stessi processi che ci fanno sentire il dolore! In pratica il dolore c’è, ma sono loro a non volerlo sentire.

Dal dolore alla consapevolezza

Molto spesso si crede che gli effetti benefici (antidolorifici ad esempio), siano possibili solo quando si medita. In realtà gli studi effettuati sin qui sono stati fatti quando i “meditatori” non stavano praticando la Mindfulness.

La miglior risposta al dolore, quindi, non è qualcosa che va ricercato e raggiunto, ma è uno stato mentale permanente nelle loro percezioni.

È stato visto che il cervello di chi è esperto (ha più di 40.000 ore di meditazione alle spalle) è sempre in uno stato simile a quello di chi non è esperto mentre medita!

In pratica, una volta raggiunti determinati livelli, grazie alla pratica, si modificano le attività cerebrali trovandosi in una sorta di meditazione continuativa con tutti i benefici a essa associati.

Dal punto di visto fisiologico si è scoperta anche una diminuzione della zona della corteccia pre-frontale. Quel modo di “pensare e reagire agli stimoli” è diventato quello di base, non richiede più alcun tipo di ulteriore sforzo per concentrasi e raggiungerlo.

Studi scientifici, mica fakenews!

Gli studi sulla Mindfulness sono solo all’inizio, si vuole capire come effettivamente la meditazione porti benefici al cervello e gli eventuali metodi che si possono mettere in atto per alleviare lo stress e diminuire il dolore.

La meditazione sta lentamente spostandosi da una idea “spirituale” a una più scientifica, mostrando nuovi orizzonti e possibilità per capire il funzionamento del cervello stesso.

Paradossalmente potrebbe essere stata questa aura “mistica” che circonda la meditazione ad averne impedito una giusta analisi scientifica e ad aver fermato molte persone dal provarla.

In realtà non ha solo questa connotazione, ma dei tratti ed elementi prettamente scientifici che soltanto ora, con le moderne tecniche per immagini, possiamo finalmente comprendere.

La Mindfulness (o altre forme di meditazione) potrebbero diventare parte integrante della nostra vita, della nostra igiene personale come farsi la doccia o lavarsi i denti.

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