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Pausa di riflessione, cos’è e quanto dovrebbe durare?

Nelle consulenze di seduzione, capita spesso che mi contattino persone che sono nella pausa di riflessione e non sanno cosa fare. Si trovano in una sorta di limbo e non hanno idea:

  1. su cosa fare,
  2. quanto durerà,
  3. cos’è realmente,
  4. a cosa serve (se poi serve).

Che tu sia uomo o donna, quando il partner chiede del tempo per sentire e capire cosa prova, allora ti trovi in una situazione difficile da gestire.

Puoi vedere questo momento come la fine, un inizio, oppure la possibilità per capire e valutare tante cose sul vostro rapporto. Nulla è certo, perché allontanarsi per un periodo più o meno lungo può far emergere quanto vi amate, oppure che non vi amate più.

Lo so che a queste parole entri in nel panico, ed è normale, però se vuoi che questa paura non degeneri in un disastro è necessario che tu impari la gestione della crisi (leggi l’articolo!).

Da subito devo dirti che non puoi fare molto, solo evitare di fare danni.

Pausa di riflessione e crisi di pianto

Quando il partner chiede del tempo per riflettere sulla storia si vede solo il lato negativo della faccenda. Si tende a pensare che sia una frase di circostanza per prendere le distante con calma e poi chiudere quando ormai non vi vedete più.

Alcuni seguono questa strategia, ti allontanano e poi, quando vi siete abituati all’assenza dell’altro/a, chiudono la relazione. O almeno questa è l’idea che hanno in testa.

La maggior parte delle persone, durante la pausa, vanno fuori di testa. Pensano che lei abbia un altro, che non lo ami più o che si sia stufata per una serie di ragioni come la noia e l’abitudine (magari anche a letto).

E tali considerazioni possono avere un fondo di verità (di solito c’è sempre), così si rendono conto degli errori commessi e iniziano a tempestarla di messaggi, chiamate, regali e chi più ne ha più ne metta!

Piangersi addosso, o fare mille scene strappalacrime non serve a nulla. Se lei ti chiede una pausa di riflessione, e tu non hai la forza per accettare la sua richiesta, e stare per conto tuo, significa che hai un problema.

L’incapacità di amarsi

Sembra strano, ma lei/lui domanda del tempo per riflettere, e tu entri in una profonda crisi. Se sei sicuro di ciò che provi, di come ti sei comportato, allora una pausa non ti spaventerà troppo.

Al contrario, potrebbe far emergere le tue insicurezze e la tua incapacità di stare da solo. E se non sai stare per conto tuo, non le dai fiducia, il tutto dipende dalla bassa autostima.

Sarai geloso e impaurito/a, penserai a lei/lui con ossessione fin quando farai qualche stupidaggine andandogli sotto casa per “parlare”, senza renderti conto che ripeterai sempre e solo le stesse cose…

Perché? Perché ti sei fermato/a all’apparenza, alle tue prime impressioni senza provare a capire davvero le sue ragioni. Hai bollato il suo volere tempo come un modo furbo per lasciarti o la dimostrazione che non prova nulla per te,

La pausa di riflessione è una sfida

Sta a te decidere cosa fare durante questo periodo, che potrebbe durare mesi, e affrontare la sfida da persona matura e solida oppure da beta. 

Ti assicuro che nel 99% dei casi che ho seguito, quando lui/lei ha messo fretta al partner, è andata male. L’altro si è sentito sotto pressione e non si è sentito soprattutto rispettato nella sua scelta di allontanarsi.

Devo accettare sempre un pausa di riflessione?

No. Non è detto che tu debba accettarla ma devi fare attenzione a quanto sto per dirti: se non la accetti, lei/lui potrebbe decidere di chiudere il vostro rapporto. Non è un ricatto, ma un bisogno, vuole stare per conto suo e ti chiede di aspettare.

Se aspetti, allora fallo da persona forte, secondo le sue necessità. Altrimenti trova il coraggio di controbattere e di pagare, però, le conseguenze delle tue azioni.

Non posso dirti cos’è giusto fare, ogni storia ha le sue meccaniche ed equilibri. Penso che in una relazione, sia necessaria la fiducia totale e quindi, di conseguenza, se il partner ti chiede tempo, a mio avviso dovresti darglielo.

Questo perché ti fidi e vuoi il suo bene.

Cosa fare durante questo periodo

Se hai deciso di accettare i suoi bisogni, è essenziale non fare danni – la famosa gestione della crisi – e anche tenerti occupato/a sia mentalmente che fisicamente.

Lasciarsi andare sul divano, con il cellulare in mano, in attesa di un suo messaggio è il modo più sbagliato che ci sia per gestire una pausa di riflessione. Non solo ti fai del male, ma non serve neanche a nulla e le/gli darai prova di non amarti abbastanza e di non avere fiducia in lei/lui.

Mi manca. E se trova un altro.

Se avesse un euro per ogni volta che ho sentito queste frasi da beta adesso sarei in una villa a Montecarlo! Basta, piangersi addosso, comportati da Alfa, vivi la tua vita con la certezza che, se lei ti ama, tornerà da te.

Come gestire una pausa di riflessione

Interrompi i contatti. Continuare a sentirvi non vi farà uscire mai dal circolo vizioso in cui siete finiti e non vi farà mai capire cosa realmente provate, quindi NON:

  • chiamare,
  • mandare messaggi,
  • chiedere ad amici o conoscenti,
  • parlare di voi con amici e conoscenti,
  • fare lo stalker sui social,
  • fare qualsiasi cosa sui social!
  • pedinarla (alcuni lo fanno),
  • passare per caso nella sua zona,
  • mandarle fiori, regali o altro,

Spero di essere stato abbastanza esaustivo su quello che NON puoi fare. Quindi cosa, invece, ti è permesso fare? NULLA.

Riorganizza la tua vita in funzione dei nuovi spazi che hai. Ritrova il piacere di fare cose da solo per il gusto di stare bene. Molti, in coppia, mettono da parte passioni e hobby per stare tutto il tempo con il partner.

Ciò provoca, dopo un certo periodo di tempo, delle routine noiose che uccidono il rapporto e la passione. Si esauriscono anche gli argomenti di conversazione e ci si ritrova a parlare di cose noiose e in fondo che poco interessano.

Una coppia è fatta di due persone

Sembra un concetto banale, ma spesso viene dimenticato e si vive un rapporto quasi in simbiosi. Non è sano, e a lungo andare uno dei due si sentirà soffocare. La pausa di riflessione ti permette di capire se anche tu ti trovavi legato a una relazione soffocante.

Valuta se anche tu non ti sei adagiato in consuetudini. Ad esempio la pizza il venerdì prima del cinema (quando non c’era il Coronavirus in giro), oppure fare sesso senza mai fare qualcosa di nuovo e piccante.

Una relazione, per continuare nel tempo, ha bisogno di stimoli e forse lei/lui ti ha chiesto spazio non perché vuole lasciarti, ma perché vuole trovare nuovi stimoli per vivere meglio il vostro rapporto.

4 commenti su “Pausa di riflessione, cos’è e quanto dovrebbe durare?”

  1. ilSensei, ho apprezzato molto questo articolo. Breve, preciso e conciso. Complimenti. Approfitto per farti una domanda: spesso si dice e si legge in giro che la pausa di riflessione, almeno la maggior parte delle volte, rappresenta l’anticamera della separazione. Questo al di là del comportamento attuato da chi si ritrova a subire la pausa. È una generalizzazione oppure è una verità? Grazie in anticipo e buon fine settimana!

  2. Ciao Sensei, grazie per tutto quello che fai, mi sei stato di aiuto. Ho iniziato con il mondo delle donne tardi, non sto qui a raccontarti la mia storia, ma ho avuto i miei primi rapporti sessuali in tarda età (over 30) e da poco è terminata la mia prima relazione durata dieci mesi. Ci sono riuscito grazie a tante letture e alla mia forza di volontà di voler uscire dalla comfort zone. Anche perché non mi è mai mancato nulla.
    Conosco questa ragazza in un periodo in cui mi stava andando tutto bene con le donne, uscivo con diverse ragazze ogni mese e riuscivo anche abbastanza abilmente a portarmele a letto (non tutte). Poi ho conosciuto lei: non ero convinto di intraprendere un qualcosa di serio e non mi faceva impazzire esteticamente, però mi sono fatto un po’ trascinare dal forte feeling che si è subito creato e anche un po’ dall’inesperienza.
    Io con lei sono stato molto molto passivo, non ho mai ricambiato il suo amore e le sue carinerie, però ci stavo veramente veramente bene. Ma questo penso perché non ne ero convinto fin da subito. Ragazza comprensiva, intelligente, in gamba, anche carina e ultra simpatica. Con lei riuscivo ad essere totalmente me stesso. Perfetta, da questo punto di vista. Anche a letto andava bene, soddisfaceva le mie fantasie. Dopo pochi mesi (tre o quattro) tira fuori il classico discorso del “cosa siamo”. Io le dico chiaramente che non ero coinvolto più di tanto e che in me non era scattato quel qualcosa in più, quel trasporto. Lei decide comunque di provarci e andare avanti. Tutto fino ad un paio di settimane fa, quando lei tira di nuovo fuori il discorso e io le ribadisco le stesse cose, e cioè che il mio coinvolgimento emotivo non è riuscito ad andare oltre. Lei a questo punto chiede una pausa e vuole che se torniamo insieme, si inizi a fare seriamente (conoscere amici di entrambi, poi anche la famiglia, insomma vuole una evoluzione). Io le dico che non so se me la sento, non so se ho voglia ora di costruire con lei, quindi ci lasciamo. Io però sto male, sono passate più di due settimane (l’ho anche rivista due giorni fa) e ho avuto alcune crisi di pianto, mi manca, mi manca il rapporto speciale che avevamo, era una persona davvero in gamba. Non so cosa fare. Ho paura di tornare con lei e avere comunque voglia di fare nuove esperienze oppure di tornare a non provare nulla come durante la relazione, in cui potevo passare anche una settimana senza vederla e non sentirne la mancanza, se non di un’esigenza fisica. Non provavo gelosia, nulla. Ora però ho paura di aver fatto la scelta sbagliata e di aver lasciato andar via una ragazza di indubbio valore che sapeva amarmi. Consigli? Secondo te perché ha risvegliato in me questo tormento?

    1. Io non faccio la posta del cuore e non trovo giusto caricarmi di queste responsabilità. Non posso e non voglio darti il minimo consiglio riguardo la tua situazione. Ho scritto un articolo “leggero” proprio per far capire cos’è una pausa di riflessione, e la tua non è tale: ti ha lasciato. O la riprendi o la smetti di frignare come un bimbetto di 2 anni a cui non comprano il gelato.

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