Perché una donna accetta di uscire

Perché una donna accetta di uscire con te, per poi scomparire?

Immagino che tu ti sia chiesto tante volte perché una donna accetta di uscire, poi però quando vai organizzare l’appuntamento non risponde. Oppure ti butta lì migliaia di scuse una più irreale dell’altra.

È accaduto a tutti, lo so che non ti rinfranca ma ti permetterà di comprendere che forse succede perché commetti alcuni errori che la fanno scappare.

Il punto fondamentale è, di solito, la mancanza di attrazione. In troppi credete che basti parlarci e farla ridere per sedurla, ma quella è solo una parte – importante sia chiaro – della stessa seduzione.

Se elimini l’elemento emotivo, sensuale ed emozionale dalla vostra interazione non la porterai mai a desiderarti: tutto si basa sul desiderio che, subdolo, entra nella sua testa.

Perché una donna accetta di uscire: gli errori che commetti

Come accennato prima il problema sta nel fatto che non le generi desiderio ed emozioni. Può anche trovarsi bene con te, per parlare e scherzare, ma nulla di più, e il risultato è la zona amicizia.

Però poi il giorno/i dopo la chiami per organizzarvi, e cosa accade? 

Faccio una premessa: le donne, di rado, dicono in modo diretto come noi uomini quello che vogliono. Preferiscono lasciar intuire, per loro il non detto vale forse più delle parole che sono sempre troppo razionali.

Il non detto: se tu le scrivi un messaggio, e lei risponde dopo 24 ore, cosa credi che voglia dire? Io non ho mai creduto alla spiegazione che è molto impegnata. Prova a pensarci, quanto tempo ci impieghi a mandare anche un banale messaggio?

10 secondi se proprio vuoi essere esaustivo. Quindi a una tua richiesta potrebbe semplicemente scrivere:

Sei un ragazzo simpatico, ma non credo dovremmo uscire insieme.

E tu non avresti più nulla da dire o replicare. Perché non lo fanno?

Perché non dicono la verità?

Da sempre ribadisco che il mondo femminile è troppo complesso per provare a capirlo, chi ci prova impazzisce. Perfino Freud si era arreso di fronte alle donne.

Per cui puoi solo fregartene, in parte però…

Capire le sue “ragioni” ti servirà per comprendere dove sbagli e porvi rimedio.

Perché una donna accetta di uscire e poi scompare o mi dà buche a più riprese?

  1. Non le piaci abbastanza. Di solito, direi nel 90% dei casi è l’unica ragione. Poi vedremo perché non le piaci, anzi, perché lei non ti desidera così tanto da volerti vedere un’altra volta.
  2. Per il restante 10% ci sono motivazioni più o meno folli e altre normali, come potrebbe essere fidanzata ma non voleva dirtelo, oppure è appena uscita da una storia e preferisce stare da sola o deve partire per il Guatemala. Qualunque sia a noi, questo 10%, non ci interessa proprio.

Il vero problema è la mancanza di desiderio, tu non l’hai sedotta, ma non solo.

Perché una donna accetta di uscire: gli errori che hai commesso

Non sono errori gravi, solo dovuti all’inesperienza e all’idea sbagliata che ti hanno inculcato in testa sulla seduzione.

Molti ti diranno che devi parlare tanto, ascoltarla e farla ridere. Per esperienza ti dico che a volte capita di sedurre così, ma il più delle volte ti fa risultare un innocuo orsetto del cuore. E quando le scriverai o chiamerai, lei non avrà alcun desiderio, non avrà fantasticato su di te che la scopi!

Come si fa a generare desiderio? Con le emozioni e alcune tecniche di seduzione:

Ciò che devi fare è imparare queste tecniche, che in fondo sono più semplici di quanto credi, e capire quando applicarle. Ecco che entrano in campo l’empatia e la lettura del linguaggio corporeo per comprendere – in linea di massima – che tipo di ragazza è.

Se ad esempio ama di più essere presa in giro, riceve complimenti, essere provocata da un atteggiamento sfacciato e irriverente.

Empatia, non dimenticarla

Se usi le tecniche che ti ho detto, di certo le causerai qualche pensiero interessante su di te. Non spingere solo in una direzione, la bravura sta nel mixare questi strumenti con una parte più autentica e umana di te.

Essere empatici significa mettersi nei panni dell’altra persona, ascoltala, ponile domande personali e lentamente (senza eccessi) conoscila e mostrale una piccola parte di te che ha un valore .

Se non si è empatici, si rischia di risultare arroganti. E quando ti allontanerai farai l’effetto contrario dell’orsetto del cuore. A lui manca il desiderio, a te il rapporto umano con la ragazza.

Tutte, a meno di rare eccezioni, vogliono una storia (e quelle che vogliono solo sesso comunque hanno bisogno di un rapporto umano intenso), le donne sono così.

Senza volerlo ti ho descritto alcune delle caratteristiche peculiari di un maschio alfa, una persona che è sicura di te al punto di flirtare o essere sfacciato e che – allo stesso tempo – non teme di mostrarsi per quello che è.

5 comments

  1. Innanzitutto come sempre ti ringrazio molto per queste risposte. Diciamo che le straniere rientrano spesso nella mia sfera: ho avuto a che fare diverse volte con loro e l’ultima mia storia, quella ragazza che tanto mi ha lacerato, era una straniera conosciuta in quel locale. Diventano fredde e sfuggenti, quanto è vero! Magari escono, magari fanno sesso e poi quando ritornano a casa finisce lì tutto. Ma è semplice: loro sono in vacanza e come tali cercano la storia da vacanza, magari aprendosi subito del tutto per non perdere tempo e quagliare. Oramai io le approccio sapendo che ci posso prendere solo una cosa: sesso.
    Anche se ho scritto delle amiche, il senso è che l’ho vissuta a mio modo con fatalismo e per me è da chiudere qui, ma senza nemmeno scriverle tra qualche settimana. Sinceramente e perdona il francesismo enfatizzante, mi sono rotto le palle di fare la scalata per le donne / femmine. Sono in un momento della mia vita dove pretendo che anche loro ci mettano dell’impegno. Sbaglierò, perché su 10 possibili partner che ci starebbero solo una ha la “maturità” di scrivermi, ma è proprio quella che cerco. Tutte queste femmine sono insipide. Non hanno il coraggio delle loro azioni e non sanno nemmeno quello che vogliono. Io ribadisco e lo dico non come l’ultimo dei fessi, ma tra me e lei c’era una chimica che anche lei a percepito. Non mi preoccupo di cosa ci possa essere sotto per essere finita così, ma mi baso sui fatti: non sei voluta uscire? Va bene, tanti cari saluti e arrivederci!
    Per come sono adesso, se tornerà a Milano e avrà voglia di vedermi dovrà essere lei farsi sentire. Se si ricorderà di me mi scriverà. Io mi sono rotto di imboccare le uscite o “elemosinarle”. Mi vogliono? Che lo dimostrino! Altrimenti sono sempre le solite gatte morte che ci stanno con te come ci starebbero con chiunque altro.

    1. Il tuo approccio è giusto, per la l’età che hai. Non sto dicendo di fare lo zerbino, ma di andare oltre la rabbia e l’orgoglio e renderti conto che tutti abbiamo le nostre motivazioni (giuste e sbagliate), che condizionano le nostre scelte. Che però, a mio avviso, gli alfa dovrebbero accettare e essere più leggeri. L’equilibrio di cui parlo è davvero difficile da raggiungere, da una parte non ti devi far calpestare, dall’altra accettare con noncuranza certi atteggiamenti che non piacciono: fregarsene con il sorriso sulle labbra, perché una persona non ti può ferire emotivamente a meno che tu non glielo permetti.

    2. Commento che deve diventare la mia realtà. Ultimamente è vero, lo sai, sono più “sensibile” a queste questioni e questo si traduce in un certo rigetto interno verse queste situazioni e anche in una certa rabbia (non da uomini che odiano le donne per intenderci) e orgoglio cavalcante. Hai perfettamente ragione che l’alfa va oltre a queste cose, rimanendo sempre su quel sottilissimo filo che è la cosa più difficile dell’essere alfa. Continuo a lottare e lotterò fino alle fine per raggiungere questo sottile equilibrio che possa permettermi di vivere sempre sereno. Ma non perché lo dici tu, ma perché sento che sia il tipo di uomo che voglio essere, che riesce a vivere e vincere tutto con il giusto equilibrio di tutti i componenti e che lo fa essere vincente non solo con le donne, che è sinceramente un aspetto che con il tempo sta diventando sempre più marginale, ma soprattutto nella vita. In medio stat virtus.

  2. Buon pomeriggio Sensei. Sono 2 mesi che non scrivo nel blog… Quanto tempo!
    Vorrei raccontarti una “non storia” vissuta sabato scorso.
    Premessa: Sono rientrato la settimana scorsa da una vacanza di due settimane in una zona tropicale. Riposato, rilassato e abbronzato. Sabato mi sono recato al solito locale dove lavoro e svago. Tra le varie persone che entrano noto subito lei. Inutile descriverla… Dico solo che è quel genere di visione che capita raramente e che risveglia un istinto profondo e la assoluta voglia di conoscerla. Non è per la bellezza… Ma è quella cosa lì, quell’esplosione interplanetaria nel cervello che arriva e che smuove tutto. La ritrovo poco dopo nel locale. Ci scambiamo uno sguardo conoscitivo e senza che io accenni ad un sorriso è lei che abbozza un leggerissimo sorriso mal nascosto. Ci scambiamo altri due sguardi in breve tempo, questa volta con sorrisoni da parte di entrambi. Lei è con 5 amiche seduta sui divanetti. Non c’è posto per sedersi, così mi siedo sul tavolino di appoggio, davanti a lei. Calmo e con una determinazione indistruttibile. I suoi occhi brillano, i miei forse di più. Potevo leggere il suo interesse nei suoi occhi, in quei due occhioni da cerbiatta. Lei una tunisina di 25 anni che vive in Germania, in vacanza qua con le amiche. Parliamo e le affinità sono già forti. Sentivo come di conoscerla da una vita e che fossimo in intimità da bacio sin da subito. Parliamo forse per 5/10 minuti, durante i quali la vedo molto concentrata su di me, se non che, ed è un particolare a cui ho dato peso solo dopo, si distrae solo quando tre amiche si allontanano e lei rimane con me e due sue amiche sedute accanto a lei. Amiche che potrebbero avere un certo ruolo in questa cosa.
    Ad ogni modo, ci salutiamo. La ritrovo una mezz’oretta dopo: anche qua un bel sorriso ma un attimino confusa in quanto alla ricerca delle sue amiche. Mi è subito evidente che per lei le amiche sono importanti o comunque che dedichi le sue attenzioni a loro (e non la biasimo ovviamente essendo venuta qua in Italia in vacanza con loro). Forse non si sente a suo agio a stare da sola in un posto che non conosce? Nel locale ogni tanto la cerco e la vedo sempre e solo a ballare con le amiche. La ritrovo poco dopo indaffarata a cercare il ticket per ritirare la giacca e andarsene. Ora o mai più. Non lo trova, così decido di accompagnarla al guardaroba per fare da tramite. Ovviamente l’obiettivo è stare con lei. Per la prima volta ci troviamo in intimità solo io e lei. Lei ha sempre due occhioni da cerbiatta per me. Mi dice che si sarebbe fermata fino a martedì in città e così la invito per una cena una delle due sere successive: con uno sguardo da manga giapponese, con tanta contentezza ed emozione per le mie parole, accetta subito. La aiuto a recuperare la giacca (ovviamente non ti dico nemmeno del cf, oramai toccare per me è diventato essenziale) e ci ritroviamo di nuovo a tu per tu, con i corpi praticamente attaccati nonostante ci fosse tutto lo spazio del mondo. Le chiedo il numero. Lei mi chiede di mandarle subito un messaggio su whatsapp e controlla che glielo mandassi. Rimaniamo lì, come due piccioncini… Era come un film, quel bacio dolce che entrambi aspettano… Gioco sul fatto di rivedersi (quel fare finta di dare il dubbio a parole ma con la voglia di vedersi davvero). Arriva il momento del saluto (tutto questo nell’arco di un paio di minuti): le sue amiche sono dietro di noi e la stanno aspettando. Lei tentenna, ma le posso leggere negli occhi che le piaccio: le accarezzo il viso e la bacio… Con eleganza sposta la testa e si fa dare un bacio a metà: metà guancia e metà labbra. Rimane lì, ancora tentennante, come in attesa di un altro bacio: probabilmente bloccata da chissà quale ragione. Con ancora più delicatezza prendo il suo viso e lo avvicino al mio: un bacio veloce, fugace, ma da cui ho percepito ulteriormente la sua voglia per me. La lascio alle sue amiche. Mentre mi allontano mi volto a guardarla di nuovo e la trovo ancora a sorridermi, come persa di me, mentre una sua amica le stava parlando. 10 minuti dopo mi trovo su whatsapp un suo messaggio dolce dove mi ringraziava per la serata. Le rispondo che mi aveva fatto piacere conoscerla.
    Al settimo cielo. Non mi sentivo così vivo per una conoscenza da troppo tempo oramai. Ho passato il resto della serata con un sorriso da ebete.
    Se fossimo stati in un’altra situazione non le avrei scritto il giorno dopo, ma non potevo aspettare, così domenica verso le 4 pm mi sono fatto avanti e le ho scritto. Mi risponde 3 ore dopo, dicendomi che aveva dormito fino alle 5 del pomeriggio. Giusto un brevissimo scambio di convenevoli e poi sparisce, non rispondendo più. Nemmeno il tempo di invitarla che non mi stava più dando retta. Sicuramente era impegnata con le amiche: dopotutto se fai una vacanza, magari sudata e desiderata, con le tue amiche, non le mandi certo a quel paese per un incontro con uno sconosciuto approcciato una serata in disco… Anche se la sintonia che ho percepito, per quanto mi riguarda, è molto rara e pensavo che anche lei voleva vedermi tanto quanto lo volevo io.
    Provo a farmi sentire anche lunedì, questa volta in maniera diretta invitandola per cena. La risposta ovviamente a questo punto è scontata: mi risponde che ha già dei piani con le amiche, essendo la sua ultima sera, ma che se fossi andato da lei a Francoforte o lei fosse tornata a Milano ci saremmo visti… Inutile dirti che ci sono rimasto parecchio di palta. Mi sono sentito rifiutato verso qualcosa che sentivo di forte. È vero, non si può parlare di un nulla di nulla per un incontro veloce in un locale, ma ti posso giurare che non sentivo tutto questo trasporto da troppo tempo, che non sentivo tutta questa esplosione dentro per una donna, che non sentivo una donna attratta da me in quel modo da tanto tempo: sembrava davvero tutto perfetto. Deluso decido di essere “pesante” con lei, perché sono arrivato in un momento della mia vita dove sono stufo di tenere tutto dentro, di nascondere certe emozioni che mi appartengono. Di fare finta di essere distaccato ma di avere il sangue che ribolle dentro. Volevo farle sapere, a costo di essere pesante, che cosa sentivo. Le rispondo che immaginavo sarebbe finita così, che le avevo scritto apposta il giorno prima per avere il tempo di organizzarci, anche per una semplice passeggiata. “Maybe there was the desire only from my part”. La sua risposta non si fa attendere e dice che il desiderio lo aveva anche lei, ma che “la cosa è che sono qui con le mie amiche così non posso andare fuori senza di loro” e “It was really nice to meet you and hope we will meet again”.
    Da una parte il cuore sperava che le sue parole fossero sincere, ma dall’altra la testa diceva che sembravano sempre le solite e vecchie scuse accomodanti verso qualcuno che non vogliamo ma che ci rendiamo conto avere interesse per noi. Per come sono fatto io, a parti invertite avrei fatto di tutto per rivederla e, parlo per esperienza mia ma anche di tanti altri, se una donna ti vuole veramente vedere diventa peggio di spiderman, arrampicandosi sulle pareti e lanciando ragnatele dalle mani pur di vederti. Io le ho interpretate come flebili scuse. Le dico che la capisco, ma che a parti invertite i miei amici non sarebbero mai stati un problema ma che anzi, soprattutto se, come in questo caso, ne valeva la pena, avrebbero spinto per incontrarci. Si scusa e percepisco una sorta di rassegnazione… Forse le amiche erano veramente delle gran rompicoglioni e non le avrebbero mai permesso di uscire con me. Forse le sue amiche le hanno fatto pressioni e lei ha fatto la scelta più ovvia: preferire le amiche. Questo si collegherebbe anche ai suoi atteggiamenti verso le amiche di sabato sera. Aggiunge che comunque ama la città e che “I’m really planning to come back”.
    Il fatto di non averla incontrata di nuovo mi sembra qualcosa di così strano e impossibile: l’incontro per me era talmente ovvio che lo davo già per scontato, perché sentivo che lo voleva anche lei, che sentiva belle cose per me come io le sentivo per lei. Mi è sembrato così irreale che a quella sicurezza smisurata poi i fatti dicessero altro. Già, i fatti. Non ho più diritto di illudermi oramai. Troppe volte mi sono illuso e sai com’è andata a finire. Vorrei, ma non ne ho diritto. Che senso avrebbe che le mandassi un messaggio adesso? Per darle ulteriore conferma che la penso ancora ma che lei non ha vinto la “apparente” resistenza delle amiche proprio quando avevamo la possibilità di incontrarci? Certo, dai messaggi lei si è molto aperta (sempre volendo fare gli illusi o comunque vivere di speranza), ma da una donna di 25 anni mi aspetto, se presunta donna davvero, che faccia quel passo in più e metta a tacere le amiche pur di vedermi. Non lo ha fatto? Non le sono piaciuto abbastanza o comunque non ha avuto la forza di farsi rispettare e venirmi incontro. Quel suo scusarsi sul discorso degli amici è molto emblematico. Non vorrei lasciarla scivolare via così, ma credo che la sola cosa da fare sia lasciarla andare. Ti cerco, ti invito e mi rispondi nisba e io ti dovrei pure riscrivere? Io avrei pensato di mettere in conto di iniziare la scalata se l’avessi conosciuta, ma così non è stato e non mi sembra che lei si sia disperata per questo… Un messaggio è semplice, è vero, ma racchiude tanto e troppo per una persona che alla prova dei fatti ha fallito la prova. Io non vorrei perderla, ma forse la cosa migliore da fare è lasciarla andare…
    Mi rimarrà solo un bel ricordo di un incontro stupendo: dal cielo alla terra.

    1. Mi sono capitate situazioni simili con straniere, sul momento erano prese, ma una volta allontanati fisicamente diventavano fredde e sfuggenti. Credo il suo sia stato un comportamento normale, magari ha anche un ragazzo che, sul momento, è scomparso dalla sua mente ma poi con le amiche è ritornato! Non puoi sapere le sue ragioni e dovresti imparare a fregartene e vivere l’attimo. Un po’ di sano fatalismo, lasciala andare e tra qualche settimana scrivile senza pressioni e tieni aperto un minuscolo spiraglio coltivando con lei una conoscenza senza alcuna pretesa o aspettativa. Poi chissà, magari ritornerà a Milano.

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