Ragazze stronze: consigli per l’uso, o per non farsi male

Come fare con le ragazze stronze?

Ma soprattutto, come pensano in troppi, lo sono tutte o soltanto una piccola parte (di solito quelle molto belle)?

Non sono due domande a cui rispondere è semplice ne tanto meno è possibile farlo rapidamente. In questo articolo, che spero sia chiaro ha un incipit provocatorio, vorrei proprio parlare di questa tipologia di donne o, più precisamente, di quelle che pur non essendo “stronze” si comportano come tali.

Diciamo che uno conosce una ragazza, all’inizio ci va con molta leggerezza e attenzione, magari con ironia la prende in giro e tutto sommato non la mette neanche sul famoso “piedistallo” di cui si parla spesso su ilSensei.it.

Insomma è una sana seduzione in cui l’uomo, nel modo giusto, interagisce con una donna e non con ragazze stronze.

Le ragazze, se non hanno seri problemi di natura psicologica, tendono a comportarsi di riflesso rispetto a chi sta con loro (o sta provando a sedurle).

In pratica sei tu che devi gestire l’interazione e il rapporto e portarlo dove ritieni giusto, se invece non sei altro che un beta, e quindi segui i suoi umori, lei saprà che può fare quello che vuole e ti metterà i piedi in testa.

Certo, non tutte fanno così. Ma in linea di massima è un atteggiamento comune che sei tu a dover evitare che accada. Se ti comporti da vero Alfa, se non ti fai mettere i piedi in testa, puoi star certo che non sarà poi così stronza.

Ma ricorda che essere un Alfa non significa rispondere male o essere aggressivo: per capire meglio ti consiglio l’ebook Diventa un Maschio Alfa e i vari articoli qui sul blog.

Dopo un po’, però, succede qualcosa di strano, si innesca una sorta di meccanica malsana in cui i ruoli che prima erano chiari in cui entrambi andavano nel rapporto di pari passo si modificano.

Lui, per qualche misteriosa ragione, si ammorbidisce, abbassa le difese emozionali e si lascia andare un po’ di più.

A quel punto, e questo mi scusino le lettrici ma è quasi una prassi che accada, la ragazza si confida, si apre e per certi versi in un momento che sembra il culmine dell’intimità.

Riversa sul povero pirla di turno le sue problematiche, i suoi scheletri nell’armadio con la stessa naturalezza con cui Gengis Khan andava in guerra.

Ragazze stronze = grandi emozioni

ragazza stronzaUno Tsunami di emozioni, segreti e passione che prima sembrava neanche poter esistere travolge l’uomo che.

Anziché fuggire a gambe levate o per lo meno trovarsi un appiglio per non farsi disintegrare dalle acque (rotte metaforicamente parlando), abbraccia il cataclisma con dubbia intelligenza e coraggio.

Si sente come un cavaliere senza macchia e senza paura che, per affetto (o anche orgoglio), deve difendere la povera principessa in difficoltà.

Così senza neanche rendersene conto non la mette su un piedistallo, ma su una torre così alta da non vedere la cima.

E il paradosso è che lui la catapulta la su, per poi egli stesso mettersi a scalare la nuda roccia neanche fosse il famoso Manolo!

Il risultato di tale situazione è, neanche a dirlo, un bagno di sangue (o bloodbath come dicono ad Oxford), in cui si celebra lo stillicidio della dignità maschile in nome di una persona che ha chiesto aiuto e si è mostrata debole.

Ma allora bisogna fare il Bastardo?

Ci si potrebbe interrogare se la cosa migliore da fare sia, nel momento che lei apre le porte dei suoi armadi ripieni di scheletri, mandarla a pascolare le pecore in Aspromonte oppure dirle di si con fare attento e comprensivo mentre nel cervello svolazzano mutandine alla Gigi la Trottola oppure c’è una scimmia che suona i piatti alla Homer!

 

I più smaliziati, quindi, farebbero i bastardi. Le farebbero credere di esserci e continuerebbero a godersi le gioie del sesso e della sua compagnia, in pratica prenderebbero solo il meglio (che poi in realtà è solo ciò che è più facile e comodo), dimenticandosi dei problemi della povera matta di turno: che vada ad ammorbare delle sue paranoie lo sfigato di turno che mai se la potrà scopare.

Le loro motivazioni (o almeno alcune)

Ora non voglio entrare nel merito della questione, delle ragioni per cui una donna riversi una parte dei suoi problemi sulla persona che frequenta, diciamo che in generale le motivazioni che ho visto, per esperienza, sono sostanzialmente le seguenti:

  • E’ una povera deficiente che nessuno ascolta realmente, di solito è molto bella e fa leva solo su quella sua unica qualità per relazionarsi con gli altri. Questo comporta che finché la desiderano allora fanno di tutto per lei ma appena trovano poco di meglio la ignorano come si fa con i vigili al semaforo. La poveretta quindi è, in una parola, SOLA con una infinita voglia di comunicare, di parlare di sè e di essere ascoltata. Il problema è che una volta che uno lo fa questi, ai suoi occhi, perde di fascino e interesse e lo mette diretto in sala d’attesa. Insomma, non le va bene proprio nessuno.
  • E’ una ragazza normale che nella vita ha realmente avuto qualche mazzata di troppo, vuole leggerezza, divertimento e gioia nel proprio uomo, lui deve essere energetico e sempre allegro, vitale, un vero maschio alfa che la fa ridere. Eppure, ad un tratto, di fronte alla felicità, a questa gioia, sente finalmente il bisogno di mostrarsi davvero e di solito questo accade entro poche settimane (2 o 3), quindi molto presto. Così gli racconta le sue paure e fobie e alcune cicatrici del suo passato perché lei VUOLE essere capita, compresa e non giudicata: nella sua azione non c’è malizia, anzi. I guai vengono dopo, perché se lui si comporta come un bastardo il rapporto continua per un po’, spesso anche anni, per poi naufragare miseramente perché non è reale e solido, ma di convenienza per entrambi. Lei fa finta di essere capita davvero e lui fa finta di ascoltarla. Oppure lui, invece, le dimostra affetto, comprensione e attenzioni, le dimostra una qualità che spesso viene vista come un difetto: la pazienza. Più avanti vedremo meglio questo concetto.
  • E’ nella sua natura lamentarsi, come tra gli uomini ci sono donne lamentose, pesanti e noiose il cui unico argomento di conversazione sono i loro problemi. Magari sono importanti e a volte anche molto gravi, ma se devono essere il  centro della propria esistenza allora una persona così è solo foriera di guai. Non c’è niente di peggio di chi spiattella la propria pena agli altri e poi non ascolta quello che hanno da dire, che continua imperterrita a crogiolarsi nella sofferenza per un masochistico piacere che mi è veramente arduo comprendere. Una persona del genere non guarirà mai e soffrirà sempre anche quando potrà essere felice: va evitata perché trasformerà la tua esistenza in un incubo dal quale non potrai mai uscire.

Ci sono, chiaramente, infinite variabili di questi prototipi di donna, alcune sono un mix delle tre appena dette, altre invece sono totalmente diverse ed hanno delle ragioni così particolari e profonde che di sicuro non meritano di essere “valutate” con la men che minima superficialità.

 

E la famosa pazienza?

Prima ho parlato della “pazienza“, essa, a mio giudizio è la più grande forma di forza che un uomo possa dimostrare ad una donna che gli interessa.

In questo forse la vedo come un uomo di altri tempi, ma se uno crede che la ragazza che frequenta da poco (a volte anche solo 2 mesi o meno), sia quella giusta per lui, deve essere paziente, deve fare tutto il possibile per superare il momento in cui lei diventa una stronza!

E come farlo? Non c’è una regola fissa, un “modus operandi” standard che la porterà a superare le sue paure e difficoltà e non c’è neanche un tempo limite oltre il quale andare per aspettarla e dimostrarle puro e semplice affetto.

In alcuni casi è necessario, ad esempio, un cattivissimo reset, in altri invece una presenza allegra e leggera. In altri ancora si deve fare quella che, a mio giudizio, è la cosa più difficile: affrontarla per scuoterla.

Cosa faresti alle ragazze stronze?

E’ difficile perché questo la porterà, in alcuni casi, a vederti come un nemico e non come un possibile ragazzo con cui stare, fino a quando o avrà l’orticaria di te e non vorrà più vederti oppure capirà che quello che hai fatto, che hai sopportato era per lei, perché ci tenevi.

Avere la forza di mandare giù dei bocconi amari e di accettare i capricci non è un atto da zerbini, o meglio, lo sarebbe se uno non fosse consapevole davvero delle ragioni per cui lo fa.

Per un vero alfa non c’è niente di più difficile di mettere da parte la propria “alphaness” per il bene di una donna (e quindi di ragazze stronze). Questo non significa diventare dei molluschi senza spina dorsale, l’essere un uomo forte per la propria donna è anche sopportare e voler bene in silenzio.

La sottile linea rossa

E’ una sottile linea rossa, un confine labile, tra la pazienza e lo zerbinismo spinto, tra il voler bene sinceramente e gratuitamente ad una donna al punto da mettere da parte per lei la propria dignità (per un po’) e prostrarsi di fronte a lei.

Riuscire a mettersi di fronte a qualcuno, senza difese, inermi, è il più grande regalo che gli si possa fare e allo stesso tempo un atto di forza inimmaginabile.

Se lei non è in grado di capirlo, o accettarlo, allora è il momento di lasciarla andare e augurarle(anche se si tratta di ragazze stronze):

CHE TU SIA FELICE

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