Slut shaming, come maschilisti e ipocrite vivono il sesso

Slut shaming

Slut shaming, “umiliazione da sgualdrina”, è l’atto con cui si fa sentire in colpa una donna per via della sua vita sessuale (di solito promiscua e molto attiva).

In pratica ancora si giudica una persona e il suo valore umano e morale in base al tipo e al numero di esperienze avute in ambito sessuale.

Secondo alcuni finti perbenisti una ragazza dovrebbe tenere le gambe chiuse il più possibile e “darla” solo all’uomo della loro vita. Però poi, tali soggetti, sono i primi a cercare ragazze che la danno facilmente (o anche delle prostitute), perché la fidanzata non li appaga a letto.

Altra teoria che trovo al limite del fantascientifico riguarda l’affidabilità di tali ragazze. Infatti, sempre questi illuminati soggetti, sostengono che la scelta di una donna con “poca esperienza sessuale”, sia biologica. 

In pratica si sceglie una ragazza poco “usata” perché così si avrebbe la certezza che l’eventuale prole sia propria, e non di altri. Ma costoro hanno la vaga idea di come funzionano la mente e il cuore di una donna?

Come si fa lo Slut shaming 

Insultando e giudicando una donna se ha una vita sessuale diversa da quella che il sistema in cui vive valuta come eccessiva o troppo disinibita.

Gli insulti possono essere diretti e volgari come:

  • puttana,
  • troia,
  • sgualdrina (molto cinematografico),
  • poco di buono (molto anni ’40),
  • e così a continuare in un delirio di cattiveria.

Questi epiteti sono continui e si marchiano a fuoco sulla pelle di una persona, in modo gratuito e distruttivo. Può capitare che, per avvalorarli, si faccia ricorso anche al Revenge Porn diffondendo foto o video sessuali.

Gli uomini sono diretti, le donne no

Si potrebbe pensare che nella nostra società, in cui le donne sono di certo più libere ed emancipate che nel passato, lo slut shaming sia una pratica tipicamente maschile. Magari con la ragazza che non ci sta, per vendetta, o perché si ha paura di una donna brava a letto e che sa cosa vuole!

Così gli uomini la insultano, tentando di abbassarne il valore sociale e, di conseguenza, anche l’autostima. In pratica più un maschio è un insicuro frustrato e maggiori saranno le possibilità che faccia dello slut shaming.

All’apparenza potrebbe sembrare una sorta di scontro tra generi, o meglio di aggressione del maschile nei confronti di un femminile che lo terrorizza, ma non è solo questo.

Come detto l’uomo tende a essere diretto, anche quando si tratta di insultare, le donne invece sono molto più subdole e, tra di loro, anche più pericolose. Persino tra ragazze lo slut shaming è una consuetudine per invidia, gelosia o semplice stupidità.

Non sono solo gli insulti (come quelli visti prima) a essere crudeli e giudicanti, ma anche frasi più taglienti, battutine e sguardi che feriscono e fanno sentire una ragazza sbagliata solo perché ha più partner sessuali.

Lo Slut shaming è figlio di una cultura maschilista?

Leggo spesso, su riviste online e blog, che lo slut shaming è ad appannaggio maggiore degli uomini, o meglio di una cultura maschilista che ancora comanda nella nostra società.

Altri invece sostengono che ci sia una cultura femminista e che fare slut shaming sia giusto perché se una donna va con molti, non può essere una buona compagna e madre (come, secondo loro, suggeriscono la scienza e la storia).

Si afferma che ormai viviamo in un ambiente in cui la donna è avvantaggiata su tutti i fronti, che non puoi fare un apprezzamento a una ragazza che rischi una denuncia. Non comprendono, costoro, che dire a una ragazza che ha un bel culo, mentre passeggia con un paio di shorts, non è un complimento

Abiti provocanti o che mostrano un po’ di pelle non sono il lasciapassare alla volgarità o al giudizio. Nessun uomo ha idea di cosa sia la paura di essere toccate sull’autobus, palpate in metropolitana o peggio.

Noi maschi beneficiamo di una condizione di libertà dovuta alla società malata in cui viviamo e ci lamentiamo se non siamo liberi di fare quello che ci pare, quando le donne subiscono tale violenza da sempre.

Lo slut shaming è solo l’arma dei repressi

Uomini e donne che ricorrono allo slut shaming, o in generale che giudicano il valore di una persona in base alla sua vita sessuale, sono solo dei poveretti repressi.

Avere accanto una donna che sa cosa vuole a letto, e che ha avuto esperienze, non può essere motivo di fastidio o paura. Non vuoi accanto una dea del sesso? O vogliamo tornare al medioevo dove la verginità andava preservata fino al matrimonio?

L’educazione sessuale passa anche attraverso la pratica che ogni persona, per quanto può, è libera di fare senza doversi sentire in difetto o sbagliata.

Se credi che una donna brava a letto, o comunque con tanta esperienza, ti possa lasciare se non sei “al suo livello”, non hai capito nulla del sesso e della mente femminile. Non è una gara, non si parla di prestazioni.

Si crede che una ragazza che abbia avuto tanti partner sessuali sia poco affidabile, propensa al tradimento, ma non regge assolutamente. Tradire o lasciare non dipendono da quello che uno ha fatto in passato, ma dal rapporto che sta vivendo.

Se una persona è appagata, felice e compresa dal partner avrà una minore tendenza a mettergli le corna (in linea di massima). Credo che ognuno sia libero di avere la vita sessuale che vuole, senza vergognarsene e che nessuno abbia il diritto di giudicarla né tantomeno insultarla.

L’unica cosa è di restare nella legalità e avere rispetto degli altri (e usate sempre il profilattico).

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9 risposte

  1. Fabri ha detto:

    Viviamo in una società poco empatica e superficiale,che come hai detto tu non riconosce la differenza tra il fare un apprezzamento ad una donna e il farle catcalling(e che non si mette nei suoi panni quando questo accade),e che soprattutto giudica secondo due pesi e due misure (se sei donna e hai una vita sessuale attiva sei una poco di buono,mentre se sei un uomo invece sei un figo),preda di pregiudizi che,per ignoranza o per cattiveria,sono molto diffusi. Sul fatto che sia il frutto di una società maschilista non saprei dire e mi sembra una semplificazione,diciamo che viene dato più risalto quando a fare slut shaming sono gli uomini,ma soprattutto le donne sono le prime a scontrarsi tra loro.

    • ilSensei ha detto:

      Il problema, a mio avviso, sono i commenti in cui prima si dice che lo slut shaming e simili sono sbagliati ma alla fine si sostiene che la colpa sia del fatto che si dà più risalto se a farlo sono gli uomini (affermazione salviniana), per non parlare dell’idea che siano soprattutto le donne a farlo con grande crudeltà.

    • Fabri ha detto:

      Attenzione:lo slut shaming è sbagliato a prescindere,che a farlo siano uomini o donne non ha importanza,proprio perchè va ad attaccare e offendere l’individuo.La parte finale del mio commento voleva esprimere il fatto che tutti quanti,uomini o donne che siano,fanno slut shaming,quindi secondo me (opinione che chiaramente può non essere condivisa)il fatto di dire che esso è frutto di una cultura maschilista significa affrontare il problema solo a metà,proprio perchè sia uomini che donne lo fanno. Serve uno sforzo generale,su tutti quanti,altrimenti il problema verrà risolto solo parzialmente.

    • ilSensei ha detto:

      Concordo sullo sforzo generale, ma la cultura maschilista non è perpetrata solo dagli uomini e non colpisce solo loro, ma inculca nelle menti di tutti i generi proprio comportamenti che mortificano la donna. Non è importante che a farlo siano maschi o femmine.

    • Fabri ha detto:

      Credo di capire cosa intendi:ormai questa mentalità e le sue caratteristiche sono talmente radicate nella società di oggi che non ci si fa più nemmeno caso e tutti quanti considerano “normali” certi atteggiamenti che,se analizzati a fondo,di normale non hanno proprio nulla.Pensandoci per certi aspetti è anche abbastanza agghiacciante.

  2. Vincenzo ha detto:

    Sentimentale e amoroso, le donne che fanno sesso con più uomini saranno sicuramente più brave ma meno coinvolte a livello ormonale. Chiamala esperienza, arti amatorie o seduttive dell’uomo, ma tant’è

    • ilSensei ha detto:

      Dire “tant’è” non dimostra nulla, è solo un tuo punto di vista altrettanto valido come quello di chiunque altro, anche se io non lo condivido affatto.

  3. Vincenzo ha detto:

    Condivido spesso quello che dici. Non sono così sicuro che sia un problema di esperienza e che gli ormoni non contino nulla sul coinvolgimento e l’attaccamento di una donna a un uomo.

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